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2 giugno, no alla parata per terremoto. Napolitano: "Si farà"

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La parata del 2 giugno va annullata e i 3 milioni di euro per pagare le spese devono essere destinati alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia Romagna. Questa l'iniziativa promossa da Twitter e prontamente raccolta dal web all'indomani del sisma. E la protesta monta. Le adesioni sono numerosissime anche dal mondo politico. Di Pietro, Vendola, Diliberto, e i finiani si schierano a favore dell'iniziativa. Da destra, anche Alemanno e Storace si dicono contrari alla sfilata.

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Per Antonio Di Pietro la manifestazione "èuna follia sperperare tanti soldi per la parata militare del 2 giugno. In un momento così difficile per il nostro Paese, colpito da una gravissima crisi economica e flagellato in queste ore dal terremoto, è opportuno utilizzare quei fondi per fini sociali e di solidarietà". Nichi Vendola twitta: "Italia attraversata da lutti, disperazione, paure. Inopportuno fare ora parata militare 2 giugno. Altri modi per celebrare Repubblica".

La risposta del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all'appello del web e dei politici italiani è arriva in serata con una nota diffusa dal Quirinale. La parata si farà anche se il 2 giugno sarà "celebrato sobriamente in memoria delle vittime del terremoto in Emilia Romagna".

Il capo dello Stato sottolinea che "a fine settimana celebreremo il 2 giugno perché la Repubblica deve confermare la sua forza e la sua serenità, e lo faremo per sottolineare che saprà vincere le grandi sfide che ha di fronte". "Sono profondamente convinto della volontà di un rinnovato spirito di solidarietà nazionale", aggiunge il capo dello Stato e per questo "il 2 giugno verrà dedicato oltre alle vittime proprio alla rinnovata solidarietà nazionale".

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