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Berlusconi vs Bossi: "L'Italia ci sarà sempre"

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Le sparate di Umberto Bossi contro l'unità nazionale non farebbero quasi più notizia se non fosse che questa volta Silvio Berlusconi - anziché lasciare correre come al solito - ha 'bacchettato' il Senatur, affermando di non condividerne le posizioni. Ma andiamo con ordine.

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In giro con il tour estivo per le varie feste della Lega, lo scorso weekend durante il comizio a Schio Bossi ha detto che "la gente capisce sempre di più che l'Italia va a finire male (riferendosi alla crisi economica) e quindi si prepara al dopo. E per noi il dopo è la Padania: i popoli del nord uniti sarebbero lo stato più forte d'Europa". Aggiungendo, giusto per rincarare la dose: "la Padania vuol dire unito e libero. Il centro-sud munge tutte le risorse del centro-nord, questo è il problema".

Affermazioni non diverse da altre, ma che questa volta, anziché trovare il tacito consenso dell'alleato storico, sono state confutate dal Presidente del Consiglio addirittura con una nota ufficiale. "Mi spiace, questa volta, di non essere d'accordo con il mio amico Umberto Bossi. Sono profondamente convinto che l'Italia c'è e ci sarà sempre" scrive Berlusconi. E ancora: "celebriamo i 150 anni di unità di un Paese che ha sempre saputo reagire con grande orgoglio alle difficoltà che la storia gli ha posto innanzi", concludendo che il Paese è unito, "con un Nord e con un Sud che sono partecipi di una comune storia e di un comune destino".

Una presa di posizione, quella del Cavaliere, che lascia intuire pericolosi scricchiolii all'interno della maggioranza: mai prima d'ora Berlusconi si era curato di riprendere Bossi in occasione delle sue bordate contro l'Italia, e farlo oggi, utilizzando un mezzo ufficiale, significa che anche l'asse storico con la Lega è in discussione. Sacrificabile alla sopravvivenza del governo e di Berlusconi stesso.

Una situazione che trova la sua spiegazione più chiara nell'analisi offerta da Carmelo Briguglio, vicepresidente vicario dei deputati Fli: "a Berlusconi interessa poco l'unità nazionale. Il suo attacco a Bossi riguarda ben altro e cioè la partita da chi tra i due dovrà pagare i costi elettorali della manovra aggravata dai sondaggi molto negativi per Pdl e Lega. Segnali in codice della dissoluzione in atto della maggioranza di governo".

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