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A diMartedì Crozza imita Renzi che attacca i sindacati: "Pensano agli operai, e agli industriali chi ci pensa?"

Ancora una copertina non proprio renziana, per usare un eufemismo, quella di Maurizio Crozza nell'ultima puntata di diMartedì, il talk-show condotto da Giovanni Floris. Il comico genovese, nella sua consueta copertina satirica, è partito subito con una sferzante imitazione di Matteo Renzi, ripreso a colorare "il disegno che ha spaccato in due l'Italia". E quando il suo interlocutore gli chiede di far vedere il disegno, lui lo gira mostrando a tutti il volto di Maurizio Landini: "Se non ci fosse Landini, avrei già fatto le riforme, cancellato il debito e avrei anche dieci chili in meno".

Maurizio Crozza imita Renzi: "Dico no all'articolo 18. Però dico sì a IOS 8".

Secondo Renzi-Crozza il problema del Paese sono praticamente i sindacalisti: "Landini e Camusso pensano agli operai e agli industriali, chi ci pensa?". Un problema di "sinistra", insomma. Tanto che quando il suo sparring parnter dice a Renzi: "Ma lei è segretario del più grande partito di sinistra italiano!", Crozza gli fa rispondere: "Io non l'ho offesa!" Quindi, smessi i panni del presidente del Consiglio, il comico ha continuato comunque a parlare in un lungo e in largo del Partito democratico, passando per i vizi del nemico-alleato Berlusconi; per quelli del nuovo iscritto, il tanto criticato finanziere Davide Serra ("Al Pd ci mancava solo l'effetto Serra"); e infine per una vecchia imitazione, quella dell'ex segretario Pierluigi Bersani, che lamenta innanzitutto il costo delle cene per finanziare il partito ("Ora per vedere Renzi gli devo dare 1000 euro, prima mi coglionava ma almeno era gratis").

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