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Aborto, le donne alzano la testa

Ormai è evidente, quella dell'aborto è una questione aperta. Dopo 30 anni la legge 194 viene rimessa in discussione e il pericolo è che ciò venga fatto per pura e semplice propaganda politica. Dopo la decisione del giornalista Giuliano Ferrara di presentarsi alle prossime elezioni con una lista anti-abortista, il leader del Popolo delle libertà Silvio Berlusconi e il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, interpellati sull'argomento, hanno espresso lo stesso intento. Non strumentalizzare per fini politici una questione importante e delicata che riguarda le singole coscienze.

Quel che sorprende e sconcerta di più in tutta questa bagarre sul tema dell'aborto è che a parlarne e a pronunciare i propri diktat siano soprattutto gli uomini. Chi lotta per la difesa della vita non può dimenticare che l'aborto riguarda e tocca in prima persona le donne, il loro corpo, i loro sentimenti, le loro sofferenze. Partire dal presupposto che decidere di abortire sia per una donna una scelta facile e inconsapevole è un grave errore. Sembra tuttavia che questo errore venga commesso. Indiscutibile il diritto alla vita, indiscutibile l'importanza di educare al rispetto della vita ma deve essere altrettanto indiscutibile lasciare libera scelta a una donna che, per gravi e importanti ragioni, decida con cosapevolezza e sofferenza di abortire, come previsto dalla legge.

Fino ad oggi poche sono state le reazioni delle donne - tra queste Emma Bonino - ai tanti proclami anti-abortisti di questi ultimi mesi. Ma adesso qualcosa si sta muovendo. Quelle che sembravano semplici e consuete parole stanno diventando qualcos'altro. Dopo l'ultimo episodio del Nuovo Policlinico di Napoli - dove la polizia ha fatto irruzione nel reparto di ostetricia subito dopo un aborto terapeutico - le donne hanno deciso di farsi sentire. La Casa internazionale delle donne si è riunita in assemblea e ha definito quanto è accaduto "una vera e propria dichiarazione di guerra, una violenza contro il corpo delle donne, istigata dalla crociata per la moratoria sull’aborto. Il tema dell’autodeterminazione delle donne è una scelta di ogni singola donna". Così è arrivata la decisione di mobilitarsi.

Numerose manifestazioni sono previste oggi nelle piazze di alcune città italiane. A Roma questo pomeriggio alle 17 è stato indetto un sit-in davanti al Ministero della Salute, a Napoli l'appuntamento è in piazza Vanvitelli sempre alle 17 e a Milano in piazza San Babila alle 18. Altri presidi sono stati organizzati davanti agli ospedali, dalla Mangiagalli di Milano al Sant'Orsola di Bologna. "E' stata messa in gioco la possibilità di scelta della donna e questo non è accettabile" è il coro unanime.

Il rischio è che il diritto delle donne di esprimersi e intervenire su una questione così delicata, che le riguarda direttamente, prenda un risvolto politico. Alle manifestazioni, infatti, prenderanno parte anche rappresentanti di associazioni, sindacati, politici. La legge 194 non deve entrare a far parte dell'agone politico, non deve essere un tema su cui basare una campagna elettorale. E' importante educare al rispetto e alla difesa della vita ma allo stesso tempo è importante consentire libera scelta alle donne che abbiano deciso di affrontare il calvario dell'aborto.

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