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Affluenza elezioni 2013: crolla per le politiche, cresce per le regionali

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Oggi si torna a votare: i seggi saranno aperti dalle 7 alle 15 e poi inizierà lo spoglio delle schede, a partire dal Senato. In attesa di conoscere i primi exit poll, i dati diffusi dal Ministero dell'Interno confermano che la prima giornata elettorale è stata contrassegnata da un significativo calo dell'affluenza rispetto alle ultime politiche del 2008. Le tre rilevazioni condotte ieri alle 12, alle 19 e alle 22 hanno fatto segnare a livello nazionale rispettivamente -1.57, -2.47 e -7.5, mentre di converso hanno mantenuto un trend positivo costante quelle relative al voto regionale in Lombardia, Lazio e Molise (per il cosiddetto effetto 'traino').

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Scendendo nello specifico, l'elenco delle rilevazioni condotte ieri alle 22 mostra quanto segue:


Piemonte 1 -2,75%

Piemonte 2 -7,97

Lombardia 1 -9,19%

Lombardia 2 -11%

Lombardia 3 -8,57%

Trentino Alto Adige -6,63%

Veneto 1 -4,76%

Veneto 2 -4,5%

Friuli Venezia Giulia -4,5%

Liguria -5,02%

Emilia Romagna -8,39%

Valle d’Aosta -2,75%

Toscana -6,24%

Umbria -7,04%

Marche -4,8%

Lazio 1 -3,29%

Lazio 2 -9,21%

Abruzzo -7,05%

Molise -4,81%

Campania 1 -10,06%

Campania 2 -10,62%

Puglia -8,45

Basilicata -9,47%

Calabria -10,96%

Sicilia 1 -9,56%

Sicilia 2 -8,91%

Sardegna -6,71%

Le circoscrizioni più 'virtuose' risultano essere Piemonte 1 e Valle d'Aosta, mentre le province dove si è registrata in assoluto la minore affluenza sono Lecco, Como, Benevento, Catanzaro e Vibo Valenzia, con la Calabria in generale che ha fatto segnare un vero e proprio crollo: -10.96%.

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Ma come si possono leggere a caldo questi dati? Secondo gli analisti, per prima cosa, se il trend si manterrà così (ma è difficile, dato che il secondo giorno di solito la partecipazione al voto diminuisce ancora), l'affluenza complessiva potrebbe fermarsi al 75%, o addirittura al di sotto. YouTrend stima un dato finale pari al 73%, che significherebbe un'astensione del 27%.

Neppure l'effetto-Grillo, dunque, è riuscito a mitigare la disaffezione degli italiani al voto, anche se per gli addetti ai lavori a non andare alle urne sono stati (e saranno, nella giornata di oggi) soprattutto gli elettori dei partiti tradizionali, in primis del centrodestra. Un dato parzialmente confermato dal fortissimo astensionismo registrato nella circoscrizione Lombardia 2, tradizionale roccaforte della Lega Nord, che ha fatto segnare un clamoroso -11%, e nelle omologhe Lombardia 1 (-9.19%) e Lombardia 3 (-8.57%), da sempre feudo Berlusconiano.

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Dunque, nonostante i sondaggi siano proibiti, incrociando i dati ufficiali di affluenza e quelli 'clandestini' di intenzioni di voto forniti da YouTrend grazie all'ingegnoso sistema del Conclave, per gli analisti è possibile ipotizzare un risultato dove a vincere (ma non a trionfare) sarà il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle farà un incredibile balzo in avanti, con una percentuale stimata intorno al 20%. Tuttavia, fino alla chiusura delle urne alle 15 e ai primi exit poll, intention poll e instant poll, nulla si può dire: difficile che le ultime 8 ore di voto cambino lo scenario che si sta delineando, ma mai dire mai.

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