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Aggressione Berlusconi: Cicchitto e Polito accusano Travaglio

E' bagarre dopo l'aggressione subita da Silvio Berlusconi che si sta tramutando nel caso politico per eccellenza di questa fine d'anno acuito dagli interventi più o meno pacati degli esponenti delle varie correnti.

A lanciare pesantemente il sasso è stato il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto che durante l'intervento alla Camera ha additato dei responsabili morali per quanto accaduto al premier.

"La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio il cui obiettivo è il rovesciamento del risultato legittimo di una campagna elettorale", una campagna "iniziata fin dal 1994" e "condotta dal network Repubblica-L'Espresso, da Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da un terrorista mediatico di nome Travaglio".

Parole che hanno fatto scatenare una vera e propria campagna fatta di innocentisti e colpevolisti e che ha visto persino Gianfranco Fini prendere le distanze dalle parole di Cicchitto, che le avrebbe definite "incendiarie".

La querelle era iniziata già lunedì mattina quando Marco Travaglio nella rubrica che compare sul sito di Beppe Grillo, Passaparola, aveva scritto: "ieri sera, per chi avesse avuto lo stomaco di tenere acceso il televisore su quella merda di trasmissione che è Speciale Tg1, ha potuto assistere al linciaggio in contumacia prima di Scalfari e di Annozero da parte del piduista Cicchitto. E poi al linciaggio personale di Santoro e del sottoscritto, additati come mandanti morali del pazzo che aveva appena lanciato un souvenir sulla faccia del presidente del Consiglio, a opera del vicedirettore di Libero. Perché non credo sia ancora lecito dare delle mandanti di un tentato omicidio a persone che fanno semplicemente, a differenza sua, i giornalisti e non i servi, non i killer prezzolati".

Immediata la replica di Cicchitto: "Travaglio conferma di essere uno scientifico provocatore di violenza che dispone, senza contraddittorio, di dieci minuti in diretta televisiva durante i quali svolge il ruolo di terrorista mediatico che sollecita esplosioni di violenza nella società italiana. Visto il mezzo che ha a disposizione la pericolosità di questo individuo è maggiore dei cosiddetti cattivi maestri che lanciavano messaggi per via teorica".

Dopo le parole pronunciate in Aula, Marco Travaglio ha annunciato che querelerà l'onorevole Cicchitto.

A criticare Travaglio è stato anche Antonio Polito, direttore del Riformista che in un'editoriale ha scritto non parteciperà ad Annozero perchè in studio sarà presente anche Marco Travaglio, "un sedicente combattente per la libertà di informazione che sta facendo una campagna di stampa il cui obiettivo dichiarato è la chiusura di un giornale, quello che dirigo (lui pensa che sia possibile, abrogando solo per noi i contributi all’editoria. Trovo la cosa moralmente ributtante".

Polito non accetta la definizione di Travaglio come "terrorista mediatico perché paura non ne fa a nessuno. Ma parassita mediatico certamente lo è. E, per dirla con Togliatti, sarebbe bene che nessun destriero offrisse più a questa cimice ospitalità nella sua criniera".

Il dibattito si fa sempre più politico e la questione su cosa sia legittimo e cosa invece non lo sia è apertissima:possono, le istituzioni politiche, istigare all'odio? E dove finisce, se finisce, la libertà di stampa quando si tratta di questioni di impellenza nazionale.

Risposte che forse agli italiani sarebbero più utili delle varie bagattelle istigatrici...

foto ©Rai

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