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Al Qaeda: America, rimpiangerai i giorni dello sceicco

"Gli americani hanno ucciso lo sceicco ma devono sapere che le braci della Jihad ardono adesso più di quando lui era in vita" con queste parole si è consegnato per la prima volta all'immaginario collettivo Nasser al-Wahishi, capo di Al Qaeda nella penisola arabica. Yemenita, uomo di fiducia di Osama Bin Laden, al-Wahishi è stato tra i fautori della fusione delle branche yemenite e saudite avvenuta nel 2009. Insomma, un leader carismatico con un seguito largo e coeso le cui parole non possono essere ignorate dagli USA.

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"Non pensate che la questione sia chiusa, il peggio deve ancora venire. Quel che vi attende è più intenso e più nocivo. Vi morderete le mani e rimpiangerete i giorni dello sceicco" è la minaccia che al-Wahishi ha lanciato contro gli americani nel comunicato diffuso dai forum jihadisti e subito rilevato dal SITE, il centro americano di sorveglianza dei siti islamisti. Una promessa di nuovo terrore che fa preoccupare le intelligence internazionali. Il capo di al Quaeda nella penisola arabica è infatti ritenuto il responsabile del fallito attentato sul volo Amsterdam-Detroit nel 2009 e dell'invio negli USA a fine ottobre 2010 di pacchi bomba che, fortunatamente, furono ritrovati dalla polizia negli aeroporti a Dubai e in Gran Bretagna prima che esplodessero.

Nel suo messaggio al-Wahishi non si limita all'invettiva contro gli infedeli macchiatisi dell'uccisione di Osama Bin Laden e si rivolge direttamente al capo spirituale morto esaltandone la tempra e il coraggio: "tu Abu Abdullah sei morto come muoiono tutti gli eroi. Hai affrontato la morte con gioia, non hai avuto paura né ti sei arreso come fanno coloro i quali amano questa vita" e ricordando agli americani che non hanno ucciso "la sua religione, la sua dottrina e il morale della nazione islamica". La Jihad infatti "è una nazione: possono morire le persone, ma non le idee" e pertanto, annuncia il leader yemenita, "l'essenza del jihad ora è più grande di quando lui era in vita", concludendo che "la battaglia tra noi e voi non era guidata da Osama soltanto, ma anche dalle mani del nostro profeta il quale ha preso Osama e lo ha consegnato al Mahdi e combatterà insieme a Gesù fino al giorno della vostra fine".

Un messaggio che chiama i jihadisti alle armi e li esorta all'unità contro il nemico comune annunciato in concomitanza di un mistero che da qualche ora agita ulteriormente i servizi segreti americani. Secondo fonti ufficiali della sicurezza pachistana, infatti, Hamza bin Laden, figlio veentenne di Osama Bin Laden, sarebbe scomparso durante il blitz. La madre, una delle tre donne che si trovavano nel compound di Abbottabad, ha dichiarato che il ragazzo era presente nell'edificio al momento del raid e che poi di lui si è persa ogni traccia. Gli USA hanno smentito seccamente la notizia, ma l'ipotesi che il figlio ribattezzato "il principe ereditario del terrore" sia vivo e nascosto da qualche parte infiamma gli animi dei qaedisti e preoccupa non poco le intelligence mondiali. Hamza Bin Laden infatti già a dieci anni è comparso in un video di propaganda ed è ritenuto complice nell'omicidio della leader pachistana Benazir Bhutto.

 (foto © LaPresse)

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