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Crisi in Albania, Edi Rama: 'L'Italia condanni le violenze'

La situazione in Albania tiene l'Europa con il fiato sospeso. La morte di tre manifestanti, venerdì scorso, ha acceso i riflettori sulle difficoltà del paese. Il primo Ministro Sali Berisha e il leader dell'opposizione Edi Rama continuano ad accusarsi a vicenda aumentando le tensioni.

Il video shock degli scontri in Albania

La crisi politica a Tirana risale alle elezioni del giugno 2009, quando il Partito socialista condannò molte irregolarità nello scrutinio. L'ennesima protesta si è trasformata in tragedia e, con la diffusione sul web di un video shock degli scontri, la situazione si è fatta ancora più difficile da sostenere.

Edi Rama ha chiesto l'intervento dell'Italia: 'L'Italia e l'Ue non devono accettare in Albania una realtà inaccettabile per il mondo democratico e condannare la violenza di Stato che uccide gente innocente'.

Il capo del partito socialista ha inviato anche un appello alla comunità internazionale: 'Il mondo non lasci da sola l'Albania e vengano difesi i diritti e i valori che vengono costantemente violati nel Paese'. E ha aggiunto: 'Siamo disposti a un compromesso - ha detto Rama - solo per definire le elezioni anticipate'.

Il presidente Bamir Topi e gli ambasciatori di Unione Europea e Usa hanno espresso il loro pensiero affermando la necessità di una risoluzione politica al più presto: 'Il ripristino del dialogo politico, il rispetto per le istituzioni dello stato e l'espressione di equilibrio e maturità sono di vitale importanza per il presente e per il futuro europeo dell'Albania. È indispensabile che le istituzioni collaborino tra di loro per condurre delle indagini trasparenti, professionali e imparziali'.

 (foto © LaPresse)

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