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Aldo Grasso: 'La Rai, una nave alla deriva'

Il giornalista e critico televisivo Aldo Grasso ha pubblicato su Il Corriere della Sera, un lungo articolo sulla Rai e sulla bufera che in queste ultime settimane l'ha investita. Dallo stop alle trasmissioni di approfondimento, alle intercettazioni di cui si è parlato a proposito dell'inchiesta in corso a Trani.

Grasso parla di una Rai la cui immagine esce 'ammaccata' e la definisce 'una nave alla deriva', mentre prima era considerata 'la prima industria culturale del Paese'. Il critico televisivo apre il suo articolo scrivendo: 'Se solo la dirigenza Rai avesse un po' di coraggio, stasera manderebbe in onda 'Annozero', domani 'Ballarò' e poi tutti i programmi che si occupano di politica. Per un sussulto di dignità, per orgoglio aziendale, per mettere la parola fine a una piccola tragedia che nasconde una grande farsa o viceversa'.

A quanto pare la destra e la sinistra su un punto sembrano concordare, l'inadeguatezza del direttore generale della Rai Mauro Masi. Scrive Grasso: 'Da destra pensano che ci sia un serio problema di governance, che il direttore generale Mauro Masi sia incapace di farsi rispettare (per mettere la mordacchia a Michele Santoro, il dg si augura che il conduttore faccia la 'pipì fuori dal vaso'); da sinistra chiedono le dimissioni di Masi per come ha gestito lo stop ai talk show e soprattutto per la rimozione del direttore di Raitre Paolo Ruffini'.

Quella che emerge dalle parole del giornalista è una Rai davvero fragile e provata. Grasso scrive ancora: 'E poi il balletto di responsabilità tra la Vigilanza e il Cda della Rai sembra una sceneggiata al limite del ridicolo. Viene quasi da rimpiangere il lessico con cui la lottizzazione filtrava opinioni a servizio dei partiti cercando almeno di salvare le forme. Erano ipocriti, è vero, ma qui sono ipocriti e inetti. Il 'si faccia subito chiarezza' lanciato ieri dal presidente Paolo Garimberti suona più come un grido di dolore che come un invito a lavare i panni sporchi. L'abuso metodico delle intercettazioni telefoniche e la loro sistematica diffusione a mezzo stampa sono insostenibili, ma ormai la frittata è fatta'.

E proprio a proposito delle intercettazioni, il critico televisivo parla di 'ritratto sconfortante'. Grasso conclude così il suo articolo: 'Il premier è ossessionato da alcuni fantasmi e pur essendo un grande esperto di comunicazione dimentica che le trasmissioni di Santoro e Floris spostano pochissimi voti. Dimentica che, nell'epoca di Internet, l'informazione viaggia per mille altri canali. Dimentica che la separatezza fra controllori e controllati è l'abc della democrazia. L'unico che ne esce dignitosamente è il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò: non si è lasciato mettere i piedi in testa. Il resto è un paesaggio di rovine padronali'.

 (foto © LaPresse)

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