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Alessandro Di Battista a Le Invasioni Barbariche: "Renzi falso, Boldrini bugiarda. Mio padre fascista? Io da sempre di sinistra"

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E' stato uno dei protagonisti delle tensioni di questi giorni alla Camera, considerato il delfino di Grillo e certamente il volto più carismatico tra gli eletti del Movimento 5 Stelle: Alessandro di Battista, per la sua prima volta ospite in uno studio televisivo da quando è stato eletto deputato, sceglie di accettare l'invito di Daria Bignardi a Le Invasioni Barbariche (una settimana fa ha partecipato a Servizio pubblico, ma rigorosamente in collegamento, come sottolinea la conduttrice).

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Particolarmente amato dai suoi colleghi e dalla base del Movimento 5 Stelle, Di Battista sa di avere un certo seguito: "Mi vogliono bene perchè sto facendo il mio dovere, stiamo facendo il nostro dovere" dice a Daria Bignardi. Negli ultimi giorni è stato protagonista di uno scontro verbale durissimo con Roberto Speranza, capogruppo Pd alla Camera, nelle ore caldissime della discussione sul decreto Imu-Bankitalia: "Hanno regalato 7 miliardi di soldi pubblici alle banche private, per questo eravamo molto nervosi".

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Di Battista spiega di aver accettato l'invito dopo aver visto un'intervista di Brunetta a Le Invasioni ("Io non ho la televisione ma seguo le sue interviste online: era intollerabile che venisse Brunetta e non io, bisognava marcare la differenza") e sottolinea di aver preso questa decisione in autonomia, ma con l'accordo dell'assemblea del Movimento 5 Stelle alla Camera.

Di Battista va in tv nello stesso giorno in cui Grillo è arrivato a Roma per supportare i suoi dopo le difficili giornate a Montecitorio: "Ha fatto un po' il comico, qualche battuta per sdrammatizzare - racconta il deputato - In questi giorni c'è stata adrenalina, io mi sono lasciato andare". L'ammissione di aver esasperato i toni non è però un mea culpa, visto che Di Battista dello scontro con Speranza va orgoglioso: "E' il Gasparri dei poveri, abituato alla menzogna, è un pollo di batteria, non ha indipendenza di ragionamento, ha la mentalità dell'uomo di partito" è il giudizio sferzante sul collega.

Scrittore, 35 anni, una vita a viaggiare tra il Sudamerica e l'Africa come cooperante, Di Battista racconta di aver "sempre votato a sinistra, senza troppa convinzione, ma ci speravo: ho votato Bertinotti, la Bonino, anche il Pd, poi mi sono disintossicato quando ho visto che nell'ultima legislatura di Berlusconi non facevano opposizione, non come quella che facciamo noi oggi". Non è un caso che Grillo abbia parlato di 'nuova resistenza': "La tagliola è stata applicata per la prima volta adesso perchè non c'era mai stato in Parlamento un ostruzionismo così".

Sugli scontri di queste ore non manca un riconoscimento degli errori commessi, nonostante resti radicata l'idea di aver agito per il bene del Paese: "Abbiamo esagerato sui toni, se abbiamo sbagliato lo abbiamo fatto come gruppo, per la rabbia di vedere violati i diritti delle giovani generazioni. Bisogna ammettere gli errori fatti per diventare più forti. Il Movimento è molto più unito da questa settimana". Grillo e Casaleggio però, assicura Di Battista, non hanno mai tentato di conndizionare la sua indipendenza: "Se fosse accaduto me ne sarei tornato sulle Ande a scrivere: il nostro leader sono i 9 milioni di elettori, la legge elettorale la stiamo scrivendo con i contributi dal web".

Non solo critiche per i suoi colleghi a Montecitorio: "In parlamento ci sono persone che stimo: Gianni Cuperlo è una brava persona, ma deve tirare fuori il coraggio, Rocco Palese di Forza Italia è una persona in gamba, i pezzi grossi della destra sono più preparati di quelli della sinistra, i leghisti molto competenti dal punto di vista procedurale". Ma per chi ha messo mano alla legge elettorale per tagliare fuori il Movimento 5 Stelle, Di Battista ne ha da vendere: "Renzi ha un faccione falso" afferma Di Battista, che lo definisce senza mezzi termini un "condannato" (in primo grado per danno erariale, nda). Proprio come Berlusconi, che oggi è stato riabilitato nel suo ruolo di statista: "Un condannato non può fare il bidello ma può scrivere una elgge elettorale? Le sembra un discorso troppo semplicistico?". Di Battista ne ha anche per la Presidente della Camera, accusata di aver silenziato l'opposizione applicando la cosiddetta ghigliottina: "La Boldrini è più bugiarda di Berlusconi, lui almeno ci crede alle sue bugie e questa è sempre stata la sua forza, la Boldrini invece non ci crede nemmeno lei alle cose che dice".

Il Movimento 5 Stelle ha presentato l'impeachment per il capo dello Stato Napolitano: "Era nostro diritto costituzionale farlo, è un atto politico che farà il suo corso in Parlamento. Io ho rispetto per la carica, ma non stimo lui come persona". Non crede ai sondaggi che danno i 5 Stelle in difficoltà Di Battista, che si dice pronto anche a fare il grande passo: "Candidarmi alla presidenza del consiglio? Credo che con l'appoggio dei miei parlamentari sarei all'altezza".

Daria Bignardi chiede conto dell'appartenenza politica del padre Vittorio, spacciando per recentissima un'intervista del 2010 a La Zanzara in cui si definiva orgogliosamente un camerata (le dichiarazioni sono rispuntate in rete di recente dopo l'accusa di essere fascista mossa da Speranza a Di Battista). Il deputato ne esce comunque in modo impeccabile: "Mio padre è mio padre, io sono io. Sono sempre stato dall'altra parte, forse anche per ribellione. Io ho ricordato il Che in Parlamento. Sono fiero di essere figlio di mio padre, anche se abbiamo idee diverse. Lui è prima di tutto una brava persona. Dovrei essere giudicato per quello che faccio, non per le opinioni di mio padre".

Sul finale, Di Battista ricorda l'esperienza da catechista citata dalla Bignardi ("L'ho fatto da giovane in una parrocchia, il vangelo fa parte delle mie radici") e racconta di avere un tatuaggio che raffigura Centramerica e Africa, paesi in cui ha viaggiato per anni: "L'Africa ti insegna molto. Papa Francesco piace perchè è africano dentro".

Alessandro Di Battista a Le Invasioni Barbariche: il video dell'intervista

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