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Alfano: 'I boss mafiosi? Moriranno in carcere e poveri'

Intervenendo alla kermesse del Pdl a Cortina d'Ampezzo, il ministro della Giustizia Angelino Alfano è tornato a parlare di mafia e dei suoi boss. Con il suo discorso il ministro della Giustizia ha dichiarato vera e propria guerra ai boss mafiosi, ma ha anche lanciato una decisa accusa alle fiction e ai telegiornali che, secondo Alfano, rendono quei criminali delle celebrità.

Queste le parole del ministro della Giustizia: 'Noi abbiamo reso durissimo il carcere duro. E nel carcere duro ci stanno tutti i boss che le fiction e i tg hanno reso famosi. Tutti stanno al carcere duro e noi quegli ergastoli non li intiepidiremo mai. E moriranno là, poveri, perché gli abbiamo anche sequestrato i beni'. Alfano ha poi aggiunto: 'Abbiamo concretamente oltre 10 miliardi di euro sequestrati alla mafia. Li abbiamo incamerati allo Stato e li utilizzeremo insieme al ministro Maroni contro la mafia, finanziando il ministero dell'Interno e della Giustizia. Facendo funzionare meglio l'apparato repressivo contro Cosa nostra'.

L'attacco della politica alle fiction e ai telegiornali che si occupano di mafia non è nuovo. Come ricordato da Quotidiano.net, nel novembre del 2007 l'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella parlando della fiction 'Il capo dei capi', su Totò Riina, disse: 'Andrebbe sospesa. Il capo dei capi è un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori della società. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa'.

Contro 'L'ultimo dei Corleonesi' si scagliò, invece, il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso. Lo scorso aprile, poi, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell'Interno Roberto Maroni, attaccò chi, in televisione e con i libri, affronta il tema della criminalità.

 (foto © LaPresse)

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