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Alfano: "Sì a Bersani se al Colle un moderato". Pd: "No a scambi indecenti"

Alla trasmissione di Lucia Annunziata, In mezz'ora, Angelino Alfano apre all'ipotesi di un governo del Pd, ma dal Nazareno la proposta è rispedita al mittente con una formula che non ammette repliche: "Per scambi indecenti qui non c'è recapito". Dunque, il partito di Pierluigi Bersani ribadisce ancora una volta di non avere interesse, né intenzione, di 'inciuciare' con il Pdl per formare un governo o governissimo che dir si voglia.

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"Parleremo con Bersani e saremo disponibili a sostenere un suo governo se ci sono le condizioni: rappresentanza dei moderati alla presidenza della Repubblica e misure economiche per far ripartire l'economia", spiega Alfano ad Annunziata, chiarendo per fugare ogni dubbio sul modo di interpretare le sue parole: "Crediamo che dopo tre Presidenti di sinistra il popolo dei moderati meriti un rappresentante alla presidenza della Repubblica".

Ma su questo punto, il segretario ha finito con il litigare in diretta con la giornalista, che ha definito "impresentabili" i candidati del Pdl: "Come si permette di definire impresentabili noi? Avete disprezzo per il voto di milioni di persone. Lei ha detto una cosa ingiusta", ribatte prontamente Alfano e, a fine trasmissione, Annunziata si scuserà per il suo "giudizio franco", anche se nel giro di poco la proposta di Alfano sarà cassata direttamente dagli interessati, con un no che non ammette repliche: "Niente scambi indecenti"

Restando in tema 'franchezza', comunque, anche Alfano non si tira indietro. Il braccio destro di Berlusconi, infatti, non risparmia critiche a Bersani, che con le cifre espresse ieri in parlamento "non può ottenere un incarico di governo", e neppure a Beppe Grillo e al M5S, definito "di fatto una costola della sinistra", dal momento che "alla prima occasione hanno tradito in contraddizione con quello che avevano promesso ai cittadini" per votare Grasso e Boldrini, ritenuti il primo "espressione di una sinistra che ha voluto mettere un pubblico ministero a capo del Senato" e la seconda capace di pronunciare solo "un discorso piatto e melenso, tipico della vecchia retorica di sinistra e di una demagogia esasperata".

Da ultimo, Afano ha anche lasciato intendere che Mario Monti "in qualche misura" si è rivolto al Pdl per essere eletto al Quirinale, confermando una voce che vorrebbe il premier uscente di nuovo - o ancora - in corsa per la prima carica dello Stato.


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