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Algeria, attacco finale ai terroristi: decine di morti

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Dopo il blitz dello scorso giovedì, costato la vita a 34 ostaggi e 15 rapitori (ma le cifre cambiano in continuazione e non c'è modo di avere certezze in merito, almeno al momento), l'esercito di Algeri ha deciso di sferrare l'attacco finale al commando di jihadisti che mercoledì ha assaltato il sito petrolifero di In Amenas e oggi, con una nuova incursione, sarebbe riuscito a liberare l'impianto uccidendo 11 terroristi. Prima del blitz, tuttavia, i miliziani avrebbero giustiziato 7 ostaggi occidentali, mentre altri 16 sarebbero stati liberati dai militari locali: tra di loro ci sarebbero due americani, un portoghese e due tedeschi.

Le testimonianze dei lavoratori di In Amenas scampati alla morte: video

Le informazioni che trapelano sono confuse e frammentarie, tuttavia secondo l'edizione online del quotidiano El-Watan e le notizie diffuse dall'agenzia algerina Aps, i membri del commando di Al Qaeda si sarebbero accorti delle manovre di avvicinamento delle forze speciali e avrebbero deciso di uccidere i prigionieri ancora nelle loro mani, preparandosi poi a un suicidio di massa. L'irruzione dell'esercito avrebbe impedito che portassero a termine il loro proposito e i terroristi sarebbero quindi caduti nel conflitto a fuoco ingaggiato con i militari.

Nel sito di In Amenas l'esercito algerino ha trovato altri 15 corpi carbonizzati, che secondo le ipotesi finora circolate potrebbero essere sia di ostaggi che di terroristi. Al momento non è stata effettuata alcuna identificazione e questo contribuisce all'incertezza sul numero e la nazionalità di vittime e dispersi. I racconti dei superstiti e di chi è riuscito a scappare, infatti, fanno gelare il sangue: i terroristi avrebbero costretto più di un occidentale a indossare cinture e giubbotti esplosivi e avrebbero scatenato una vera e propria 'caccia agll'americano', con decine di lavoratori dell'impianto in fuga o nascosti in ripari di fortuna.

Algeria, strage di ostaggi in blitz contro Al Qaeda: caos su operazione e numero vittime

Al momento le uniche due vittime straniere riconosciute con certezza sono il francese Yann Desjeux e il texano Frederick Buttaccio, della cui morte hanno dato notizia, rispettivamente, il ministro degli Esteri d'oltralpe, Laurent Fabius, e il portavoce del dipartimento di Stato USA, Victoria Nuland. Degli altri occidentali che mancano all'appello, invece, poco o nulla si sa. Il caos è totale e in alcuni casi sono stati i superstiti ad avvisare fortunosamente le famiglie e le diplomazie del proprio paese, come tre cittadini romeni, uno dei quali è riuscito a chiamare con "il cellulare l'ambasciata di Romania ad Algeri e ha ricevuto istruzioni sui passi da compiere per fuggire, cosa che gli ha salvato la vita", ha dichiarato il ministro degli Esteri di Bucarest, Titus Corlatean.

Intanto, mentre i governo degli Stati dei lavoratori coinvolti premono sull'Algeria per avere chiarimenti sul blitz e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha "condannato nei termini più forti l'attacco terroristico a In Amenas, in Algeria", a Washington l'amministrazione Obama è divisa tra chi vuole un intervento militare in Mali e chi no. La paura infatti è che il Paese si trasformi in un nuovo Afghanistan, offrendo riparo a pericolosi estremisti islamici.

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