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Alitalia: Berlusconi non molla, stop dei sindacati

Silvio Berlusconi persevera nel proprio personalissimo progetto per la privatizzazione di Alitalia: cordata italiana con AirOne e Intesa Sanpaolo. Questo nonostante dall'Istituto di credito non sia arrivata alcuna conferma. "Non c'è nulla sul tavolo", spiega infatti Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa. Ma il Cavaliere non molla e chiede anche un prestito ponte al governo.

I tempi però stringono, replica Romano Prodi nel corso di un colloquio telefonico: se un'offerta c'è davvero, è bene che i protagonisti si palesino. Anche perchè senza una proposta concreta, spiega il Professore, Bruxelles recepirebbe il finanziamento come un aiuto di Stato.

La vicenda della privatizzazione Alitalia convince, cosa rarissima, prima il Professore e poi il Cavaliere, ad alzare il telefono. Un contatto diretto concretizzatosi con chiamata dell'ex Premier per verificare insieme quanto fosse concreta l'ipotesi rilanciata dal leader del Pdl di una cordata italiana che possa evitare la cessione della compagnia aerea di bandiera ad Air France.

Pare che proprio la richiesta del prestito sia suonata "stonata" al Professore. Fino a quel momento Prodi sarebbe stato incline a credere all'avversario di sempre. Quando si sono messi di traverso i soldi, però, si sarebbe rafforzato il timore di un "bluff".

La preoccupazione che si sta diffondendo in ambienti del Pd è che il leader di Forza Italia voglia solo giocare la partita a fini elettoralistici; un atteggiamento che rischierebbe di consegnare Alitalia dritta nelle mani del commissario liquidatore. Eppure Berlusconi sembra non voler arrendersi neanche davanti al no di Intesa Sanpaolo . A metà pomeriggio infatti Corrado Passera, fa sapere che sul tavolo non c'è nulla e che, anzi, il progetto AirOne-Alitalia "era bello" ma "basato su una conoscenza che probabilmente adesso è superata dagli eventi".

Berlusconi prima sembra all'oscuro di tutto: "fatemi fare delle telefonate...vi dirò", poi annuncia: "A me risulta che banca Intesa stia aspettando il materiale per poter fare una due diligence su Alitalia, un'analisi approfondita dello stato dell'azienda". Un nuovo passo avanti, che però ottiene un secco "no comment" da parte dell'istituto di credito. Aver rimesso in campo l'ipotesi di una privatizzazione "made in Italy" avrebbe, sembra, altre due conseguenze negative: ha portato a un irrigidimento delle posizioni dei sindacati (che ora chiedono tempo e insistono sul prestito ponte da 300 milioni di euro) ma anche di quelle di Air France, che tenta di giocare al ribasso. Anche perchè una certezza però c'è: i tempi, ammonisce il Tesoro, "restano strettissimi".

Il sindaco di Milano Letizia Moratti, intervistata sulla vicenda Alitalia da Maurizio Belpietro, afferma: "Il Governo italiano non sta negoziando, la sua è una resa incondizionata ad Air France: così consegniamo la politica dei trasporti italiana a un'azienda straniera". Cosa ne pensa - chiede Belpietro - della cordata italiana di imprenditori che potrebbero rilevare Alitalia, ventilata da Berlusconi? "Alle condizioni attuali di Air France è assolutamente possibile - risponde Moratti - che ci siano nuovi gruppi. Leggete i giornali francesi: parlano di resa italiana!". "Svendere la politica dei trasporti di passeggeri e merci - continua il primo cittadino - è l'operazione del Governo Italiano". Secondo il sindaco, "bisogna separare Alitalia da Malpensa: nessuno vuole il fallimento della compagnia di bandiera, ma non bisogna confondere - sottolinea - Alitalia e la Sea, dove proseguono investimenti e utili. Su richiesta di Alitalia - ricorda - sono stati fatti 800 milioni di euro di investimenti su Malpensa, che cresce a una media superiore a quella europea". Secondo Moratti, "è possibile separare Alitalia e Malpensa. Non ci interessa avere all'infinito Alitalia a Malpensa, ma ci serve tempo per riconfigurare Malpensa, come ha fatto il Governo olandese quando ha venduto Klm".

Di parere opposto il Governatore del Veneto, Giancarlo Galane di Forza Italia, per nulla in pena per il destino di Malpensa, In un'intervista al "Corriere della Sera", giudica quella di Air France "una soluzione dolorosa ma l'unica possibile". Sul fatto che il mantenimento dell'hub di Malpensa sia nell'interesse delle regioni del Nord Galan condivide, ma precisa: "certo, è anche nell'interesse del Nord, però soprattutto della Lombardia, meno del Veneto. Noi - dice - abbiamo Venezia, uno dei migliori aeroporti d'Italia, che presto avrà anche voli a lunghissima distanza". "Siamo la prima regione turistica d'Italia - aggiunge Galan - ed è impensabile che un turista venga fino a Varese per andare a Venezia". Piuttosto, parlando di mobilità, secondo Galan "c'è la necessità di completare le infrastrutture ferroviarie e viarie. La benedetta Tav, i collegamenti con il corridoio 5 e gli scali aeroportuali". "Che Malpensa funzioni va benissimo - insiste il presidente veneto - ma noi siamo autosufficienti e dobbiamo continuare ad esserlo". "Nel Veneto - conclude - non ho sentito particolari tensioni su Malpensa. Sia nel mondo imprenditoriale sia tra gli operatori turistici".

I SINDACATI: I leader di Cgil e Cisl chiedono che la decisione finale sul futuro di Alitalia slitti a dopo il voto. Il numero uno della Uil contesta al governo di aver messo i sindacati "spalle al muro". Mentre nove sigle sindacali di settore, tutte quelle che siedono al tavolo con l'azienda, con una sola voce chiedono più tempo: il termine del 31 marzo è troppo stretto per raggiungere un accordo. Epifani, che parla del dossier Air France-Klm come di "un ricatto", chiede che "si trovi un modo per continuare l'attività di volo, e si rimandi la parte del confronto e della decisione a dopo le elezioni, quando avremo un nuovo governo". Con un prestito-ponte, come ha chiesto Berlusconi? La soluzione, dice il leader della Cgil, "può essere quella, io ne ho suggerito altre: tocca all'azienda decidere".

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