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Allarme Isis in Italia, jihadisti minacciano: "Se ci attaccate arriveranno dal mare 500mila migranti"

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La conquista di Tripoli ad opera delle milizie del Califfato è ancora solo una lontana ipotesi, forse scongiurata in partenza dall’intervento armato di Egitto ed altri Stati di queste ore, ma il timore di un futuro sbarco dell’Isis in Italia avanza contribuendo ad alimentare paure più o meno fondate.

L’Isis minaccia l’Occidente e annuncia l’avanzata in Libia: l'Italia in pericolo?

Non è passato inosservato, in questo senso, il messaggio minaccioso degli uomini di Al Baghdadi all’indirizzo dei dirimpettai della Libia riassunto dal proclama “siamo a sud di Roma e rimbalzato prepotentemente sui social network prestandosi alle interpretazioni più fantasiose dal parte del popolo della rete.

Ma quali sono i rischi reali di un’invasione delle truppe dello Stato Islamico nella nostra Penisola? Ad avviso di alcune forze politiche, Lega Nord e partiti di destra radicale in primis, l’approdo via mare dei barconi di extracomunitari sul suolo italiano favorirebbe ipso facto il radicamento dell’Isis in Italia preparando il terreno ad un eventuale attacco di un “nemico interno” rappresentato da mille cellule di combattenti sparse sul territorio nazionale.

La preoccupazione che al momento va per la maggiore, invece, si ricollega alle minacce dei fondamentalisti partiti alla volta della Libia ed intenzionati a globalizzare la strategia del terrore per estendere i confini dello Stato Islamico ben oltre gli orizzonti tradizionali dei Paesi del Medio Oriente.

(Foreign fighters italiani in Siria e Iraq: anche le donne combattono con l’Isis, video)

In caso di operazioni militari a gestione Nato o Onu, il ruolo dell’Italia naturalmente (per motivi sia geografici che politici) sarà di primo piano e, come sottolineano i più critici rispetto alla probabile missione internazionale, tutte le ritorsioni dei jihadisti sotto attacco andranno a colpire il Paese più vicino, simbolicamente accostato ai “crociati” dai seguaci del Califfo Abu Bakr Al Baghdadi in diverse occasioni.

Di ieri la notizia, giudicata dalla Farnesina particolarmente preoccupante, dell'attacco da parte di uomini armati con kalashnikov e mitra ai danni di una motovedetta italiana impegnata nel pattugliamento delle acque internazionali e nel soccorso dei migranti sui barconi, mentre poche ore fa gli stessi fondamentalisti hanno promesso l'invio di "500mila persone" coi barconi verso la Sicilia.

A ulteriore conferma della serietà dell’allarme, l’appello rivolto ieri alle potenze occidentali dal premier libico in carica Abdullah Al Thani: “Agite in tempo, prima che l’Isis arrivi dall’altra parte del Mediterraneo”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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