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Allarme terrorismo, Renzi: "Lavoriamo come se l'Italia fosse un obiettivo"

"Non abbiamo segnali puntuali, precisi e contingenti che portino all'Italia come obiettivo, ma noi ci muoviamo come lo fossimo". Lo ha detto Matteo Renzi ad Otto e mezzo, rispondendo a diverse domande, a partire naturalmente da quanto è successo in Francia negli ultimi due giorni con i 17 morti iniziati con l'agguato alla redazione di Charlie Hebdo e terminati (si spera) con il blitz in un supermercato in zona Porte de Vincennes.

Charlie Hebdo, sparatoria a nord-est di Parigi. Morti i terroristi di Charlie Hebdo e quattro ostaggi

Le due giornate di sangue di Parigi si sono aperte con l'attacco e le 12 vittime negli uffici del periodico di satira noto per le sue vignette contro politici e religioni, e sono proseguite con l'uccisione di una poliziotta a Montrouge da parte di Amedy Coulibaly, lo stesso che oggi ha fatto irruzione nel negozio ebraico Hyper Cocher uccidendo 4 ostaggi, prima di finire ammazzato; nel frattempo, nei pressi di una tipografia della "Rue Clement" di Dammartin-en-Goele, a perdere la vita in conflitto a fuoco con la polizia, sono stati i fratelli Saïd e Chérif Kouachi, autori della strage nella redazione di Charlie Hebdo.

Charlie Hebdo, attacco alla libertà di satira: i vignettisti di tutto il mondo si schierano

Sempre nell'ambito dei discorsi sull'Italia e sul pericolo terrorismo, durante il programma di Lilli Gruber il presidente del Consiglio ha espresso un duro attacco contro Matteo Salvini e il suo partito: "La Lega ha detto che il governo è collaborazionista dei terroristi: dovremmo ricordarci di essere prima italiani e poi leghisti; aggiungendo di aver "letto di pena di morte e chiusura delle frontiere, come se bastassero una serie di banalità per vincere questa minaccia". In conclusione, fa sapere Renzi: "Davanti a tale minaccia non possiamo perdere la nostra identità per colpa della paura."

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