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Amnistia e indulto, Beppe Grillo contro il Colle: "Lacrime napulitane". Pronto il piano carceri M5S

  • beppegrillo.it

di Claudia Gagliardi

Dopo il messaggio del Quirinale al Parlamento sull'emergenza carceri, il dibattito sull'invito di Napolitano a prendere in considerazione provvedimenti di amnistia e indulto per affrontare il problema del sovraffollamento dei penitenziari è ancora motivo di scontro tra le forze politiche. Non si placa la polemica tra il Movimento 5 Stelle e lo stesso Giorgio Napolitano, dopo che i grillini avevano paventato il rischio di un salvacondotto per Berlusconi scatenando la dura reazione del Presidente ("Se pensano questo vuol dire che se ne fregano dei problemi veri del Paese"). Oggi Beppe Grillo è tornato ad attaccare Napolitano sul suo blog: "Le lacrime napulitane versate per coloro che sono detenuti - scrive il leader 5 Stelle - sono sospette da parte di chi è parte fondante di questa classe politica".

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Grillo accusa Napolitano di essere il massimo rappresentante di una casta che negli anni ha creato l'emergenza carceri ed ora pretende di risolverla con l'ennesimo colpo di spugna, magari varando un indulto che rimetta in libertà decine di migliaia di pregiudicati o peggio un'amnistia che cancelli i reati all'origine mandando all'aria anche i processi in corso per i reati che rientreranno nel provvedimento. Il "sospetto che l'appello avvenga per salvare Berlusconi e una miriade di colletti bianchi è lecito" scrive Grillo, criticando Napolitano per il suo attacco frontale ad una forza politica che in Parlamento rappresenta oltre 8 milioni di elettori. Parole, quelle di Napolitano, che secondo Grillo contrastano col suo ruolo di garante superpartes: "Lei dovrebbe esserlo e non lo è quando attacca il M5S, che rappresenta otto milioni e mezzo di italiani". All'accusa di Napolitano di avere una fissazione nell'antiberlusconismo, Grillo replica che l'unico "chiodo fisso" del Movimento è "l'onestà, e non lo baratteremo con nessuno. Noi non molleremo, si metta l'animo in pace. Cca' nisciuno è fesso".

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Grillo ha anche ricordato che il Movimento 5 Stelle ha presentato un piano per affrontare l'emergenza carceri, depositato il 5 agosto 2013 nelle mani del Ministro Cancellieri, senza però riscontrare alcuna reazione da parte delle altre forze politiche, tantomeno dal Quirinale: "C'erano le vacanze in Alto Adige, signor Presidente?". Quest'estate deputati e senatori grillini hanno girato i penitenziari italiani per documentare il dramma del sovraffollamento, il Movimento ha pubblicato un libro sulla sitazione italiana, sul blog di Grillo filmati, inchieste e interviste hanno denunciato le morti in carcere in questi anni. "Lei dov’era, signor Presidente? - chiede polemico Grillo - Cosa ha fatto su questi punti, signor Presidente? Con quale urgenza si è mosso in questi anni? Si è svegliato ora con una soluzione che non risolve nulla perché la maggior parte di chi verrà scarcerato in pochi mesi tornerà in galera, ruberà ancora, minaccerà ancora, si macchierà degli stessi reati (...) il richiamo per i delinquenti degli altri Paesi diventerà una sirena irresistibile". Insomma, conclude Grillo "lei sa meglio di chiunque che l’amnistia e l’indulto non risolvono il problema delle carceri e aggraveranno i conflitti sociali. Perché lo fa allora, signor Presidente?"

Il piano carceri elaborato dal M5S sarà consegnato giovedì al Presidente della Repubblica: lo ha annunciato una nota del Movimento che oggi aveva riferito che avrebbe consegnato entro breve tempo il documento al Quirinale. Napolitano riceverà in giornata una delegazione di parlamentari 5 Stelle per discutere le loro proposte sull'emergenza carceri, mentre le altre forze politiche comnciano a posizionarsi sullo scacchiere dopo il messaggio del Presidente che invita a considerare rimedi straordinari come amnistia ed indulto.

Dopo i distinguo del Ministro della Giustizia Cancellieri sulla possibilità che i provvedimenti svuotacarceri si trasformino in un salvacondotto per Berlusconi, tra Pd e Pdl si regista uno scontro proprio intorno al Cavaliere: "Amnistia e indulto vanno affrontati con grande cautela e non devono riguardare reati già esclusi in passato" ha avvertito Guglielmo Epifani. "Il Pd non trasformi ogni cosa in un dibattito su Berlusconi" è stata la replica di Alfano. In realtà tanto i parlamentari Pd quanto quelli Pdl si sono detti pronti ad accogliere l'appello di Napolitano e a mettere mano alle norme sulla giustizia in nome dell'ennesima emergenza che in realtà è ormaiuna condizione cronica.

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