Excite

Ancora arresti tra i rom. Maroni: "Non retrocedo"

Arrestati a Verona otto rom croati. Costringevano i figli a compiere furti nelle abitazioni minacciandoli di violenze sessuali. Contro i nomadi l'accusa di associazione per delinquere finalizzata a compiere furti in abitazione mediante lo sfruttamento di minori, maltrattamento e abbandono di minori.

Secondo quanto accertato dalla polizia i rom hanno organizzato centinaia di furti in abitazioni del Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Lombardia. La Squadra mobile di Verona ha compiuto gli arresti dopo mesi di indagini partite a gennaio quando due coppie di bambine, tra gli 8 e gli 11 anni, sono state sorprese a rubare in appartamenti di Verona e quindi fermate. Le bimbe avevano con sè due telefoni cellulari sui quali erano memorizzati diversi numeri subito annotati dalla polizia. Dopo essere state portate in un centro di accoglienza le piccole rom sono scappate, ma la Squadra mobile, che aveva messo sotto controllo i due cellulari, ha scoperto che i bambini erano obbligati a rubare dai genitori, che li minacciavano anche di violenze sessuali.

Intanto sulla questione rom continua il dibattito politico. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto di non voler "retrocedere di un millimetro" sulla proposta di prendere le impronte digitali dei piccoli nomadi. Così ha convocato i prefetti di Roma, Napoli e Milano, per discutere sul da farsi. Sulla questione, giorni fa, il prefetto di Roma, Carlo Mosca, aveva detto: "Così come non si prendono le impronte digitali per il passaporto ai minori italiani, così non si vede il motivo per cui bisogna farlo con i bambini rom".

Terminato l'incontro il Viminale ha reso noto che "il censimento nei campi nomadi sta procedendo regolarmente, secondo le indicazioni contenute nelle ordinanze, con l'obiettivo di riconoscere l'identità personale, anche a coloro che non sono in grado di dimostrarla, attraverso il ricorso alle tipologie di rilievo segnaletico necessarie, comprese le impronte digitali".

In riferimento alle polemiche sollevate contro l'iniziativa, Maroni ha affermato: "Sull'identificazione dei bambini rom attraverso le impronte digitali si sono scatenate polemiche totalmente infondate, frutto di ignoranza, nel senso di scarsa informazione, o di pregiudizio politico in entrambi i casi sono polemiche che non mi toccano e non mi faranno retrocedere neanche di un millimetro.C'è un'emergenza nomadi definita dal precedente governo - ha aggiunto il ministro - che noi vogliamo affrontare e risolvere, naturalmente nella salvaguardia di tutte le norme di diritto italiano, europeo e internazionale, ma vogliamo affrontarla e risolverla una volta per tutte. Deve finire l'ipocrisia per cui sono tutti a favore dei bambini però tutti accettano che i bambini vivano in questi campi dividendo lo spazio coi topi. Ecco questa ipocrisia è assolutamente immorale".

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2016