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Andrea Scanzi "scazza" con Sabina Guzzanti. La comica twitta: "Nauseabondo narciso". Poi ci ripensa

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di Claudia Gagliardi

Andrea Scanzi è notoriamente uno che non le manda a dire. La sua penna pungente (soprattutto perchè le non manca mai un tocco di satira) è molto apprezzata dai lettori del Fatto Quotidiano, così come il suo volto è ormai arcinoto ai telespettatori di La7 (ma anche a quelli di Rai3, La3 e perfino Rai1). Ospite della puntata di Piazzapulita in onda lunedì 22 aprile, chiamato a commentare l'attuale scenario politico dopo la rielezione di Napolitano al Quirinale, l'editorialista del Fatto ha reagito duramente ad una dichiarazione di Sabina Guzzanti sul Movimento 5 Stelle.

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A scatenare la reazione di Scanzi è stato un video dell'attrice diffuso online e ripescato da Formigli, in cui la Guzzanti critica la "pagliacciata" delle Quirinarie online per la scelta del candidato alla Presidenza della Repubblica. Un discorso tutto sommato un po' confuso, che mescola elogi per il successo dei 5 Stelle alle elezioni a critiche per la gestione del potere da parte di Beppe Grillo. Tornati in studio, Scanzi si è lasciato andare ad uno sfogo liberatorio. Non solo e non tanto in difesa del Movimento 5 Stelle, di cui è stato incoronato "esperto" suo malgrado, dopo l'acuta e lungimirante analisi in Ve lo do io Beppe Grillo (ah, se solo i dirigenti del Pd lo avessero letto!). Piuttosto, contro la stessa Guzzanti, rea di essere in piena crisi d'identità, divisa tra il suo mestiere e la voglia di fare politica:

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"E' un'opinione legittima, per carità. Ma Sabina Guzzanti è anche quella che sabato, quando c’è stata la cosiddetta retromarcia su Roma, ha accusato Beppe Grillo di essere un coniglio perché non si è presentato in piazza. Sabina Guzzanti è abbastanza bizzarra. Io ho sempre pensato che fosse una Grillo senza avere avuto il coraggio di essere Grillo. Sta sempre lì a metà, io vorrei sapere da lei: fai satira, fai politica? E' una che non ha deciso cosa fare da grande. Io l'ho sempre detto: in quella famiglia quelli bravi sono Corrado e Caterina, non Sabina. Lei non sa più fare satira".

Apriti cielo, la Guzzanti non ci ha visto più. Forse stizzita dalle critiche di uno che di satira ne capisce abbastanza e la pratica con un certo successo (della sua rubrica "Il Criminoso", su Micromega, si sente oggettivamente la mancanza), ha risposto con un tweet velenoso:

"Decidi tu se fai il giornalista o il cantore di #grillo narciso nauseabondo"

Il messaggio è stato rimosso dopo pochi minuti, giusto il tempo che il collega Boris Sollazzo di Blogo.it riuscisse a ritwittarlo allo stesso giornalista. Ora, c'è da dire questo: una persona che un po' conosce Scanzi sa che dargli del narciso, lungi dall'essere un'offesa, per lui è quasi un complimento. Tanto che l'editorialista del Fatto, che è anche scrittore e perfino attore, visto che riempie i teatri d'Italia col suo spettacolo Gaber se fosse Gaber, ha risposto per nulla piccato e con molta più ironia della "collega" Guzzanti:

"Che fossi narciso lo sospettavo, non senza compiacimento. Ma pure nauseabondo no, mannaggia"

Se la Guzzanti rivendicherà o meno quel tweet prontamente cancellato non è dato a sapersi. Più che altro, il fatto certo è che Beppe Grillo e il suo Movimento hanno fatto emergere divisioni profonde anche in quello che fino a qualche anno fa (con eccessive ed irrealistiche semplificazioni) era considerato un blocco unico di pensiero e che ruotava intorno al Fatto, a Santoro, a Micromega, al Popolo viola e ad altre realtà sommariamente unite, nell'immaginario collettivo, dal filo rosso dell'antiberlusconismo.

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