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Andreotti su Ambrosoli: sono stato frainteso, ma è polemica

Ha sconvolto tutti la dichiarazione di Giulio Andreotti che, intervistato da Giovanni Minoli, ha sostenuto che l'avvocato Giorgio Ambrosoli si era cercato la morte.

E così il senatore a vita ha fatto marcia indietro dichiarando di essere stato frainteso per aver usato un termine gergale in romano: 'sono molto dispiaciuto che una mia espressione in gergo romanesco abbia causato un grave fraintendimento sulle mie valutazioni delle tragiche circostanze della morte del dottor Ambrosoli. Con quel se l'andava cercando intendevo fare riferimento ai gravi rischi ai quali il dottor Ambrosoli si era consapevolmente esposto con il difficile incarico assunto'.

La nota stampa segue i commenti di quanti sono rimasti basiti dalla dichiarazione di Andreotti, su tutti il figlio dell'avvocato Ambrosoli che al Corriere della Sera ha affidato una lunga disanima in cui spiega che 'onestà, senso dello Stato, libertà, consapevolezza, capacità di indignarsi, senso del dovere' sono fondamentali in ogni questione e rendono la vita piena, specie quella delle persone 'che hanno perso la vita agendo nell'interesse del Paese'.

Prima di Umberto Ambrosoli si erano detti indignati quasi tutti gli esponenti dell'opposizione e della maggioranza di governo molti dei quali avevano parlato di un ritorno al passato senza precedenti e di frase inaccettabile pronunciata dal senatore.

Interessante la ricostruzione di Filippo Facci che su Libero racconta delle 'cose buone che legano Andreotti ad Ambrosoli. Per esempio la sua reazione quando gli dissero che Ambrosoli era stato minacciato: Nessuna annotò l'avvocato di Sindona. Per esempio ciò che annotò sul suo diario, con virulenta passione civile, nel giorno in cui Ambrosoli fu trucidato: Oggi, scrisse il divo Giulio, ho incontrato il presidente della Tanzania. Nient'altro. [...] Parliamo del primo ministro Andreotti che incontrò l'avvocato di un latitante, Sindona appunto, e che poi lo spedì a interloquire col piduista Gaetano Stammati in un simpatico intreccio di mafia, massoneria, P2, Dc e Vaticano'.

Giorgio Ambrosoli venne nominato nel 1974 unico commissario liquidatore della banca Privata Italiana di Sindona e venne ucciso ll’11 luglio 1979 dal sicario americano Joseph Aricò, ingaggiato proprio da Michele Sindona, poi condannato all’ergastolo.

(foto @LaPresse)

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