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Angela Bruno non lavora da due settimane e accusa: "E' mobbing"

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Scuse niente. Almeno, se non si vuole considerare scuse la frase sibillina di Silvio Berlusconi a Radio 105: "Signorina, tante scuse, ma non legga più l'Unità, Repubblica e i soliti giornali". Anzi, pure una minaccia, e neanche tanto velata, da parte dell'ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che ad Agorà, mostrando il telefonino come un'arma, ha detto: "La signora sa, e mi ascolti, che io possiedo i messaggi che lei ha mandato dopo essere scesa dal palco", dove "si è molto divertita".

Angela Bruno: "Scuse da Berlusconi". Galan ad Agorà minaccia: "Sappia che io so"

E così Angela Bruno, da vittima è diventata colpevole. Una condizione che oggi le sta costando non solo la disgnità, ma pure il lavoro e una vita normale. Come ha raccontato a La Repubblica in una lunga intevista, infatti, dalla famosa convention del "quante volte viene" non ha più lavorato. Due settimane di assenza che per lei, consulente libera professionista e non assunta, significano due settimane senza guadagnare nulla. Chiusa in casa, assediata dai media e dalla curiosità della gente, e mobbizzata.

"L'azienda, la persona che la rappresenta, mi voleva manipolare, obbligare per farmi fare delle dichiarazioni false che io non ho voluto fare: nonostante il mio rifiuto hanno rilasciato un comunicato falso", ha dichiarato al quotidiano, chiarendo una volta per tutte che la famosa nota in cui diceva che si era divertita e non si era sentita offesa per le parole di Berlusconi è, per l'appunto, un falso.

Angela Bruno, l'impiegata Green Power della battuta di Berlusconi: le foto

Un falso al quale è stata 'costretta' contro la sua volontà (e del quale è venuta a conoscenza a cose fatte): "Ho subito quattro giorni di pressioni da parte dell'azienda e non rispondo più al telefono a queste persone. Sto rischiando il lavoro: li ho sempre difesi, ma non ne posso più", ha aggiunto, spiegando che Green Power ha definito l'accaduto "un simpatico siparietto", invitandola in pratica a non fare storie e a chiudere la faccenda una volta per tutte.

Ma la signora Bruno non ci sta: "Tutto quello a cui sto assistendo si chiama mobbing, e lo dico da donna. Per le donne", ha dichiarato a Repubblica, sottolineando che quello che è capitato a lei, è capitato, capita e capiterà ad altre: "Ho sorriso su quel palco perché erano le circostanze", ha raccontato, aggiungendo che poteva forse "scendere, voltare le spalle a tutti i miei superiori", ma "sono stata confusa", e ora è "arrabbiata" e chiede giustizia. In mezzo ai vertici dell'azienda, davanti a un uomo influente come il Cavaliere, Angela Bruno ha fatto la fine del vaso di coccio tra vasi di ferro, e di questo onestamente non può proprio essere incolpata. Così come non si può ridere delle battute volgari che un uomo influente come il Cavaliere, per l'appunto, le ha rivolto.

Eppure, sono in molti a 'criticare' la signora a Bruno, a dichiarare "al suo posto io...", che è poi quello che si dice quando non si è dentro alle cose in prima persona. E parlare è facile. Resta il fatto, però, che non è andata in giro a fare campagna mediatica sull'episodio, ma nelle sue poche interviste ha sempre solo chiesto una cosa: le scuse di Berlusconi. "Non voglio pubblicità, al contrario, vorrei silenzio", ha infatti ribadito al quotidiano, "ho detto no comment per tanti giorni, ma non si gioca così con la vita delle persone" e ora "sto chiedendo di avere un'ultima parola".

Quelle scuse che però sembra proprio che non arriveranno più. Ma per le quali Angela Bruno è disposta a lottare: "Non sono debole, sono arrabbiata, non ho paura, non sto accettando compromessi", ha detto ancora a Repubblica, aggiungendo a proposito delle minacce di Galan: "Vorrei vedere sventolare l'ordinanza del tribunale che gli ha dato il diritto di violare la legge e avere i miei messaggi privati, personali" e concludendo di essere "disponibilissima a metterli a confronto" con quelli in suo possesso, purché "venga fuori il nome della persona che li ha dati, senza il mio consenso, violando la mia privacy".

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