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Anm, Cascini: "No a sospensione processi, sì a immunità"

"Noi pensiamo che le norme che sospendono i processi devono essere espunte dal decreto". Lo afferma in un'intervista a "La Repubblica" il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, che aggiunge: "Non è il mio compito azzardare previsioni. Il nostro compito è indicare i gravi problemi di funzionalità per il processo penale che deriverebbero dalla sospensione generalizzata di migliaia di processi. Si creerebbe un caos senza precedenti che può inceppare in modo definitivo una macchina giudiziaria già molto sofferente. Sembra già un buon motivo per eliminare quell'emendamento". "Ma - prosegue - ce n'è un secondo, nascosto in un paradosso. Da un lato, il governo inasprisce le pene per reati di grave allarme sociale (per esempio, gli omicidi colposi da circolazione stradale); dall'altro, blocca i processi per gli stessi reati perchè non li ritiene gravi. L'effetto è che le vittime di quei delitti dovranno continuare ad attendere una sentenza che potrebbe non arrivare mai". "Chi governa -dice ancora Cascini- dovrebbe tenere ben distinte le vicende personali dalle questioni di carattere generale.

Uno dei problemi che ha avuto il Paese negli ultimi anni è stata proprio la confusione tra singoli affari penali e interventi legislativi". "La scelta dell'immunità temporanea o permanente di chi ha alte responsabilità istituzionali - afferma ancora Cascini in un altro passaggio dell' intervista - spetta all'autonomia della politica che valuterà le forme e i modi di un eventuale provvedimento tenendo conto delle indicazioni della Corte Costituzionale". "La questione dell'immunità - sottolinea - deve essere separata e non confusa con i meccanismi che fanno funzionare i processi nè può essere accompagnata da una campagna di aggressione contro alcuni magistrati. Come non può interferire con la legislazione ordinaria in materia di giustizia. Voglio dire che ogni questione deve essere affrontata sul suo piano». "È -continua- l'unico metodo possibile per andare avanti e ha una precondizione: il riconoscimento di legittimità tra le diverse istituzioni dello Stato".

Replica, in un'intervista al "Giornale", il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano: Norme come quella sospendi-processi o per l'immunità delle alte cariche dello Stato servono "a garantire la governabilità e il funzionamento delle istituzioni, senza condizionamenti da parte della magistratura che vuole fare politica più della minoranza parlamentare". "Bisogna giocare a carte scoperte - spiega - in tutti e due i provvedimenti viene tenuta presente la necessità di garantire la governabilità". In questa ottica "il lodo Schifani è certamente di buon senso". Per quello che riguarda la norma sospendi-processi, invece Mantovano si chiede "perchè nessuno si è stracciato le vesti", quando un provvedimento "analogo" venne approvato "dal governo Prodi, 10 anni fa".

Vane, a quanto pare, le richieste di Cascini: l'aula di palazzo Madama ha approvato il ddl di conversione del decreto sicurezza, che ora passa all'esame della Camera. A favore si sono espressi 166 senatori, 123 i contrari, un astenuto.

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