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Anna Finocchiaro, bidelle insultate a Porta a Porta e il web insorge

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Anna Finocchiaro 'scivola' sulle bidelle e la rete si scatena. In piena campagna elettorale, la senatrice del Pd, ospite di Porta a Porta, si lascia scappare un paragone davvero poco riuscito tra donne parlamentari e collaboratrici scolastiche e nonostante il tentativo di recuperare in extremis, finisce con lo scatenare una vera e propria rivolta sui social network, che nel suo commento non leggono tanto una gaffe, quanto un atteggiamento comune e condiviso della cosiddetta 'casta'.

Finocchiaro e la 'gaffe' sulle bidelle: il video

I fatti. Finocchiaro è ospite dela programma di Vespa, su Raiuno, e sta parlando del ruolo delle donne in politica con Maria Stella Gelmini. La senatrice snocciola dati che dovrebbero essere significativi dell'attenzione del Pd a una effettiva parità tra sessi, ma Gelmini fa notare che "qualche volta, si fa un uso 'decorativo' delle donne, nel senso che le si mette in posti dove hanno pochissimo potere". Un'affermazione che fa 'scattare' Finocchiaro, che replica piccata: "Stiamo parlando di deputate della Repubblica Italiana, non di bidelle".

La frase esce e il danno è fatto. Poco importa, infatti, che la senatrice in tempo quasi zero aggiunga: "Con tutto il rispetto per un lavoro importantissimo". Chi è davanti alla tv, infatti, riporta le parole di Finocchiaro su Twitter e in un amen l'infelice paragone diventa motivo di un'accesissima discussione, con tanto di hashtag #bidelle a contrassegnarla. "'Mica parliamo di #bidelle'. La gaffe della greve #Finocchiaro. Ecco l'esempio dell'arroganza della casta", scrive @MustErminea e @roberta_russo aggiunge: "Monti e i #terremotatipoveri, Finocchiaro e le #bidelle, B. che non ci sta in 140 ct. Avrei un sommesso, rispettoso suggerimento: a casa".

Insomma, l'opinione condivisa su Twitter è che dietro quelle parole uscite con troppo leggerezza dalla bocca della senatrice Pd si nasconda un modo di pensare e di vedere la 'gente comune' dall'alto in basso, con poca empatia, ma soprattutto pochissimo rispetto. Alla faccia dei proclami e delle dichiarazioni - che arrivano soprattutto da sinistra - di abolire i privilegi, la casta e, in generale, il divario tra la politica e le persone.

E dato che la rete non perdona - espressione abusata ma verissima - è questione di pochi minuti perché a Finocchiaro venga 'ricordato' della sua spesa all'Ikea con la scorta, con tanto di uomini della sicurezza impegnati a spingere il carrello per lei, come documentato impietosamente dalle foto pubblicate lo scorso maggio sul settimanale Chi. "Oh ragassi, non siamo mica #bidelle. Io c'ho la scorta x andare all'Ikea, 25 anni in Parlamento, aspettativa da magistrato e marito indagato", twitta infatti @CorradoDalCorno e @gianfrancoriggi rincara: "Sicuramente avrebbero fatto meglio 315 #bidelle che 315 senatori come la #Finocchiaro. Solo all'IKEA è la più brava".

Nonostante l'ironia, tuttavia, l'amarezza è palpabile, come dimostra il commento di @fabiettod, che scrive: "Meglio le #bidelle che le parlamentari. Come al solito l'arroganza non ha partito: sono tutti uguali da destra a sinistra", confermando che la distanza tra la politica e la 'gente comune', alla fine, è insanabile. E a nulla - o quasi - servono le scuse di Finocchiaro su Facebook: "Leggo di polemiche su mie affermazioni fatte durante una trasmissione televisiva a proposito delle bidelle. Non avevo intenzione di offendere nessuno, e se l'ho fatto me ne scuso. Nel parlare, credo sia successo a tutti, a volte succede di usare paragoni e metafore forzate", come nota @nathanzippo: "'#Finocchiaro: "Stiamo parlando di parlamentari della Repubblica, non di #bidelle'. E infatti in termini di dignità non c'è confronto. | NZ"...

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