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Anna Maria Cancellieri pronta alle dimissioni: "Mai intervenuta sui giudici, falso e ignorante chi mi accusa"

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di Claudia Gagliardi

Non ci sta Anna Maria Cancellieri a perdere la faccia sul caso Ligresti: dopo le telefonate intercettate con la famiglia dell'ingegnere di Paternò indagata per il crac Fonsai e l'interessamento presso il Dap per Giulia Maria Ligresti, la ministra della Giustizia ha annunciato che riferirà in Parlamento spiegando la vicenda nel dettaglio. Ma prima del doppio passaggio parlamentare, in Senato e poi alla Camera, ha ribadito la sua verità da Strasburgo, dove è arrivata per presentare alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo il piano italiano su carceri e durata dei processi.

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A latere del suo intervento, la Cancellieri ha lanciato la sua controffensiva in conferenza stampa: la ministra ha rivendicato l'amicizia con i Ligresti ma ha ribadito di non essersi mai occupata della scarcerazione della figlia dell'ingegnere e di non aver esercitato alcuna pressione sui magistrati (cosa peraltro già ribadita dalla Procura di Torino, titolare dell'inchiesta sui Ligresti). Ma soprattutto ha attaccto chi ha messo in dubbio la sua buona fede insinuando responsabilità precise a suo carico: "Non mi sono mai occupata di scarcerazione, è una falsità, non ho mai fatto nulla che non sia un mio preciso compito - ha dichiarato la Cancellieri - Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria non è mai intervenuto per una scarcerazione. Chi dice questo è falso, bugiardo e ignorante".

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Ribadendo la natura "umanitaria" del suo intervento in favore della Ligresti, Anna Maria Cancellieri per la prima volta ha aperto all'ipotesi di dimissioni, lasciando intendere di aver offerto la sua testa a Enrico Letta, che per ora non ha nemmeno preso in considerazione l'ipotesi e sarà in Parlamento al suo fianco martedì: "Se il Paese lo chiede farò un passo indietro - ha sottolineato il ministro in conferenza stampa a Strasburgo - Non sarò mai un ministro dimezzato, devo affrontare temi delicatissimi, o lo potrò fare nel pieno delle mie funzioni o se ne cerchino un altro". Si appella al Paese la ministra, un riferimento generico, che probabilmene si tradurrà in un confronto col Parlamento: "A me interessa solo che la verità emerga - ha detto la Cancellieri - poi se la politica fa la sua strade la faccia, ma non strumentalizzando me".

L'amicizia con la famiglia Ligresti, spiega la Cancellieri, è un rapporto di lunga data, che però non ha influito sul suo ruolo di Guardasigilli: "Non ho mai negato di essere molto amica di Antonino Ligresti da 30 anni, è un amico di famiglia (...) è mai successo qualcosa in tanti anni della mia vita per cui si possa dire che sia venuta meno ai miei compiti per un mio amico? Non lo farei per un amico, neppure per un amico fraterno o per un fratello. Guardiamo ai fatti: per quelli voglio essere valutata, non per le ombre". Di quei fatti riferirà in Parlamento, ma senza parlare di suo figlio, ex top manager di Fonsai liquidato dalla società lo scorso anno con una buonuscita di oltre 3 milioni e mezzo di euro: "Non ritengo che mio figlio c'entri molto in questa vicenda quindi non so se farò un accenno nell'informativa in Aula" ha concluso la Cancellieri.

Intanto parte dell'opposizione continua a chiedere le dimissioni della ministra della Giustizia: il Movimento 5 Stelle presenterà la mozione di sfiducia, che dovrà essere calendarizzata, mentre la maggioranza si è divisa sul caso. Se il Pdl difende la Cancellieri azzardando un paragone tra il suo comportamento ritenuto legittimo e la concussione di cui è stato accusato (con condanna a 7 anni in primo grado) Silvio Berlusconi a Milano nel processo Ruby per le famose telefonate in Questura, il Pd attende il chiarimento da parte della ministra, non senza distinguo: Pippo Civati e Felice Casson si sono espressi a favore delle dimissioni, mentre il responsabile Giustizia del partito ha fatto sapere che i Democratici condannano le "strumentalizzazioni" sul caso Ligresti ma non accettano nemmeno "minimizzazioni" sulla vicenda.

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