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Annozero e la puntata sul terremoto in Abruzzo. E' polemica

La puntata di "Annozero", andata in onda giovedì scorso, nella quale si è parlato del terremoto che ha colpito l'Abruzzo, ha sollevato aspre polemiche. La trasmissione condotta dal giornalista Michele Santoro è stata attaccata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale l'ha definita "indecente".

"L'unica cosa stonata in questa tragedia è una trasmissione televisiva, sapete benissimo quale - ha detto Fini a margine della visita ai terremotati dell'Abruzzo - Quella trasmissione è stata semplicemente indecente. Non si può speculare sulla tragedia come qualcuno ha fatto per trarre vantaggio per la sua audience". Ed anche Berlusconi, in visita alla tendopoli di Monticchio, rispondendo a una domanda dei giornalisti relativa alla trasmissione, ha detto: "Non parlo più di questo, ma mi sembra che i fatti mi abbiano dato ragione: la tv pubblica non può comportarsi in questo modo".

Ma dure reazioni sono scaturite da più parti. I pompieri della Cisl hanno parlato di "offensive, gratuite e strumentali dichiarazioni esternate dal conduttore della trasmissione, tendenti a screditare l'opera svolta dai lavoratori del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, nel corso delle operazioni conseguenti il nefasto sisma che ha interessato l'Abruzzo". Critico nei confronti del programma tv il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Annozero è una trasmissione che ha obiettivi politici chiarissimi - ha detto Cicchitto - essa è collegata a un gruppo politico-giudiziario che ha come terminale giornalistico Travaglio e come punto di riferimento politico Di Pietro; in mezzo c'è una operosa componente giudiziaria che ha punti di riferimento in alcune procure, da quella di Palermo a quella di Potenza. L'obiettivo di questo network è quello di destabilizzare il quadro politico. Certamente di questo nucleo il dottor Santoro è la punta di diamante mediatica".

Secondo il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri "Annozero" "è la tv dell'odio. E' la tv del veleno. E' uno scempio continuo della verità, che tocca punte tali di aberrazione da essere notoriamente dannosa per la parte politica a cui questa tv è asservita". Per il responsabile comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni "il programma di Santoro ha sollevato molte critiche non perché abbia indagato su responsabilità e ritardi, come è giusto fare, ma per il modo in cui ha condotto un vero e proprio processo sommario contro le forze impegnate in prima linea e con successo nell'opera di soccorso. Le critiche ad una trasmissione, anche quando ben motivate, non hanno tuttavia nulla a che fare con tentazioni censorie che il Pd non avallerebbe in nessun caso. La difesa della libertà di informazione e del diritto di cronaca valgono sempre e non soltanto per le trasmissioni gradite o amiche". Secondo Arturo Parisi "il tono di Annozero è stato, come spesso, inutilmente gridato, e nell'occasione talvolta sgradevole. Ripetiamo pure il nostro sincero apprezzamento per la generosità e la efficienza dell'azione nell'emergenza dei Volontari, della Protezione Civile, e dello stesso Presidente del Consiglio. Resta tuttavia la pertinenza e il rilievo delle domande poste nel corso programma, domande che, attendono risposta nell'interesse di tutti. Non confondiamo il tono delle risposte con la pertinenza delle domande, e, comunque il diritto e il dovere della libertà di informazione".

Dalla parte di Santoro si sono schierati la radicale Emma Bonino, il leader Idv Antonio Di Pietro e l'esponente di Sinistra e Libertà Claudio Fava. A Radio Radicale la Bonino ha detto: "Io non sono una grande estimatrice di quel modo di fare informazione, ma non ho capito cosa si contesta: è questione di tono? La libertà di espressione ha un limite solo, quella della menzogna. Se si contesta che siano state dette falsità, c'è la magistratura; se si contesta lo sciacallaggio sulle emozioni, mi sembra un tema decisamente vago. E poi il punto è un altro: i partiti, gli stessi autori che non hanno consentito il funzionamento della Commissione di vigilanza, che l'hanno bloccato per mesi nonostante impegni inderogabili, che ancora non hanno predisposto le regole sulla par condicio, niente tribune, niente accessi, niente controllo, e poi alla fine scoppia un caso Santoro".

Deciso l'attacco di Di Pietro: "Berlusconi e i suoi sodali, in primis il noto 'piduista' Cicchitto, possono permettersi di infangare Annozero solo perché dall'altra parte c'è un'opposizione molle e un po' connivente che lascia sola l'Italia dei Valori a difendere la libertà di informazione. Se fossimo davvero in un Paese democratico oggi l'opposizione unita avrebbe chiesto la convocazione urgente delle Camere per discutere della libertà d'informazione, invece ci troviamo di fronte ad un Pd che fa orecchie da mercante e un Udc che fa da sponda connivente. Bisogna tutelare il diritto di informare, garantito dalla Costituzione, e non arretrare davanti a chi vuole togliere ogni spazio di democrazia e spianare la strada alla dittatura del millennio". Secondo Fava "Santoro e la sua redazione hanno lavorato con lo scrupolo di sempre. Di fronte a 300 morti, ai palazzi crollati come se fossero di cartone e ai comunicati di Bertolaso che continuavano a tranquillizzare e sottovalutare 4 mesi di scosse sismiche è surreale che dal Pd al centrodestra si taccia sulle responsabilità e si accusi un giornalista per aver fatto il suo lavoro".

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai Sergio Zavoli che ha detto: "Cruciale è dar voce a istanze diverse, specie in un contesto che lasci spazio a critiche anche gravi, rivelatesi poi fondate, ma che abbia visto il Paese (a partire dalla protezione civile, dai vigili del fuoco, dal volontariato eccetera) chinato su una tragedia in un sollecito, diffuso e responsabile atteggiamento di solidarietà". Zavoli ha, inoltre, ricordato che i vertici Rai stanno acquisendo gli elementi per formarsi sulla vicenda "un parere equanime sul quale la Vigilanza è pronta a esprimere eventualmente un indirizzo non censorio, ma più vincolante che in passato".

A dare una lettura diversa dell'intera vicenda è il quotidiano Il Riformista secondo il quale Santoro avrebbe già deciso di non fare più "Annozero" e starebbe "alzando il tiro perché vuole trattare la sua uscita dalla Rai da una posizione di forza". Le voci sarebebro giunte da un alto esponente della Rai che a microfoni spenti avrebbe detto: "il carattere di Santoro è un perfetto mix di egocentrismo, calcolo e risentimento". Sembra, inoltre, che qualche settimana fa il direttore di RaiDue Antonio Marano, nella lettera indirizzata al suo successore avrebbe scritto: "Per la prossima stagione, Santoro ha già deciso che non vuole fare più Annozero. Per lui è diventato troppo faticoso e poi ha intenzione di liberarsi di Travaglio, che ormai offusca il suo ego, e mettersi a fare l'autore di docu-fiction".

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