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Anonymous oscura il sito di Casapound

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Dopo l'attacco informatico ad opera di Anonymous, Radio Bandiera Nera ha ricominciato a trasmettere dalla home page del sito di Casapound. Il portale di riferimento del centro sociale di ispirazione fascista è stato infatti oscurato dagli ormai celebri hacker attivisti, impegnati nella web-crociata contro governi, banche e società multinazionali.

Il comunicato diffuso da Anonymous rivendica l'attacco informatico:
A tutti i cittadini, i ragazzi, i lavoratori, i migranti. Siamo Anonymous
Nel mondo il razzismo e l’autoritarismo non sono stati ancora sconfitti. In Italia, la loro roccaforte è CasaPound. Chiudiamola subito. Settimane fa abbiamo attaccato Radiobandieranera, una delle principale sorgenti della loro disinformazione. Ne abbiamo interrotto lo streaming, abbiamo cancellato i loro contenuti, e soprattutto, abbiamo trasmesso un documento che mostrava le collusioni e la vera natura di CasaPound.
Ieri gli amici di padroni e banchieri sono usciti dalle fogne picchiando ragazzi e assaltando un corteo: 68 anni dopo le fosse ardeatine, non sono cambiati.
Non possiamo più tollerare organizzazioni paramilitari nelle nostre città. Non possiamo permettere che la memoria venga infangata da dei servi.
Oggi Anonymous chiude casapounditalia.org, contro ogni fascismo e ogni razzismo. Domani, vogliamo che venga chiusa CasaPound.
Siamo Anonymous
Siamo Partigiani
Non dimentichiamo
Non perdoniamo
Aspettateci

L'hackeraggio è stato effettuato in risposta ai "fatti di Casal Bertone": il 23 marzo sono infatti stati aggrediti a Roma, in pieno giorno, due attivisti di sinistra, ad opera di una decina di estremisti di destra provenienti dal locale Circolo Futurista (oggi assorbito in Casapound).

La richiesta di chiusura di Casapound da parte di Anonymous, sottoscritta anche da svariate altre associazioni e politici locali e nazionali, non è però stata accolta da Gianni Alemanno.

Ecco le sue dichiarazioni a Repubblica: "L'errore più grave per tutti sarebbe usare due pesi e due misure. Quando si arriva agli scontri di piazza non ci sono giustificazioni per nessuno. E questo è un appello che rivolgo a tutte le forze politiche: non ci sono figli e figliastri, la condanna deve essere unanime. Chi si affronta con caschi e bastoni non ha alibi di alcune genere e i filmati che ho visto su quello che è accaduto a Casal Bertone lo dimostrano chiaramente"».

Il sindaco di Roma non crede ci sia il rischio di tornare al clima degli anni '70: "Allora la militanza politica, che spesso sfociava nella violenza, era di massa. Oggi la situazione è completamente diversa, anche dal punto di vista sociale. Credo che siamo di fronte a esplosioni isolate, non a un fenomeno destinato a diventare generalizzato"».

Per Alemanno si tratta di un "fattore endemico. Sono piccoli gruppi, quelli che si scontrano, anche se non per questo vanno sottovalutati perchè episodi come quelli di venerdì avvelenano un clima generale in un momento in cui c'è bisogno di tutt'altro".

Riguardo a Casapound, infine, sottolinea: "Non si può dire che Casapound sia più cattiva di alcuni centri sociali...è proprio questo il genere di errori che bisogna evitare. Le aggressioni e le violenze, da qualsiasi parte provengano, sono pericolose per la città e invito tutte le forze politiche a fare fronte comune per isolare chiunque faccia violenza". [...] "Sarebbe improponibile chiedere lo sgombero di realtà che sono insediate nel territorio ormai da anni ma soltanto finchè si tratta di attività culturali o sociali prive di comportamenti violenti. Questo vale sia per le realtà di destra che di sinistra".

Roma, scontri tra Casa Pound e centri sociali

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