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Antonio Di Pietro sullo spot del Forum nucleare italiano

Lo spot del Forum nucleare italiano che da qualche tempo va in onda in televisione e in radio ha suscitato la reazione di alcuni esponenti politici. La campagna pubblicitaria recita: 'Sono contrario all'energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli. Io sono favorevole perché tra cinquanta anni non potranno contare solo sui combustibili fossili. Ci sono dei dubbi sulle centrali. Ma non ce ne sono sulla sicurezza. Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese. O forse è una grande mossa. E tu, sei a favore o contro l'energia nucleare? O non hai ancora una posizione?'. Le immagini sono quelle di una partita a scacchi giocata da due persone che in realtà non sono altro che la stessa.

Lo spot qualche giorno fa è finito nel mirino del presidente nazionale della Federazione dei Verdi, Angelo Bonelli, che aveva annunciato un esposto all'Agcom per chiedere il rispetto della 'par condicio per il fronte antinucleare che non avendo alle spalle le lobbies dell'energia non può permettersi di mettere in onda costosissimi spot televisivi'.

Adesso ad intervenire è il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Sul suo sito Di Pietro ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al Forum nucleare italiano scrivendo: 'Illustri Signori, anch'io, come milioni di altri cittadini italiani, ho avuto modo di leggere un interessante quesito che, da un po' di tempo, state pubblicando quotidianamente su tutti i maggiori organi di stampa e televisivi e state reclamizzando attraverso una massiccia pubblicità in ogni luogo (anche nelle stazioni ferroviarie). Mi riferisco all'ammiccante domanda che proponete ai lettori 'e tu che posizione hai?, rispetto all'opzione 'favorevole' oppure 'contraria' alla produzione di energia nucleare. Il tema è di indubbia attualità giacché la maggioranza parlamentare che sostiene l'attuale Governo Berlusconi ha reintrodotto – con la legge 23 luglio 2009 n. 99 - la possibilità di permettere la realizzazione nel territorio nazionale delle tanto vituperate centrali nucleari. Ho usato il termine 'reintrodotto', perché è bene ricordare che tale possibilità era già stata esclusa dal popolo italiano, chiamato nel 1987 ad esprimersi con un referendum abrogativo di una analoga legge che all'epoca pure era stata emanata dal Parlamento italiano'.

Il leader dell'Idv ha continuato: 'La domanda 'e tu che posizione hai?', rispetto alla installazione di centrali nucleari nel nostro paese sarà nel 2011 una domanda centrale nel dibattito politico, culturale e scientifico che caratterizzerà il tema della produzione energetica giacché – nel silenzio quasi totale degli organi di informazione – l'Italia dei Valori questa estate ha promosso, raccogliendo ben oltre le prescritte 500mila firme di elettori, un nuovo referendum abrogativo della legge che ha reintrodotto le centrali nucleari. Orbene, il suddetto referendum certamente si farà e si dovrà obbligatoriamente svolgere entro il prossimo mese di giugno (salvo che nel frattempo non si torni a votare, nel qual caso si svolgerà l'anno prossimo). Infatti, il mese scorso la Corte di Cassazione ha sancito la regolarità della sottoscrizione delle firme da parte di quasi 800mila cittadini che hanno promosso il nuovo referendum abrogativo e soprattutto perché il prossimo 11 gennaio di quest'anno la Corte costituzionale è chiamata a valutarne l'ammissibilità (e difficilmente potrà negarla, atteso che il quesito del nuovo referendum è sostanzialmente identico a quello del precedente, pure dichiarato ammissibile)'.

Di Pietro ha poi sottolineato: 'La 'partita' tra i 'favorevoli' ed i 'contrari', dunque, è appena cominciata e - proprio per tale ragione - è bene fissare da subito i 'confini' entro cui il gioco può essere aperto, superati i quali il gioco diventerebbe scorretto ed illecito. La prima regola è 'giocare ad armi pari': come non si può pretendere che una squadra di calcio si porti in campo anche il suo arbitro di fiducia, così non si può accettare che - sotto le mentite spoglie di organismo indipendente dall'impegnativo nome 'Forum nucleare italiano', autoqualificatosi addirittura come 'associazione no-profit' - si celino le più importanti aziende interessate all'installazione di centrali nucleari ed alla produzione di energia nucleare (tra cui, in ordine alfabetico, Alstom Power, Ansaldo nucleare, Areva, E.ON, EDF, Edison, Enel, Federprogetti, GDF Suez, Sogin, Stratinvest Energy, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse). Non vorrei essere equivocato: le suddette società hanno tutto il diritto di far valere le loro ragioni (che sono appunto a favore delle centrali nucleari) ma allora uguale diritto deve essere dato anche a chi la pensa diversamente da loro, e ciò soprattutto ora che ci accingiamo ad iniziare una serrata campagna referendaria. Invece per coloro che – come noi - sono contrari all'installazione delle centrali nucleari vi sono due grossi handicap da superare. Innanzitutto noi non disponiamo delle stesse enormi risorse finanziarie messe a disposizione dai suddetti gruppi industriali per favorire la campagna informativa lanciata dal loro 'Forum' (stiamo parlando di milioni di euro). In secondo luogo, il quesito proposto dal 'Forum' (tu che posizione hai, favorevole o contrario all'energia nucleare?) è solo apparentemente neutro ma in realtà è sostanzialmente ingannevole, giacché finalizzato solo ad un sottile ma perverso 'gioco comunicativo': quello di invitare il lettore ad informarsi meglio attraverso il sito 'www.forumnucleare.it'. Ebbene, basta andare su tale sito, per rendersi subito conto che lì non si fa alcuna informazione indipendente, non si dà alcun sostanziale spazio alle diverse prospettazioni, ma semplicemente si reclamizza a più non posso la tesi della 'lobby dei nuclearisti': il 'cittadino-lettore-futuro elettore' viene 'portato per mano' verso una tesi precostituita (le centrali nucleari sono belle, sono sicure, sono produttive, non inquinano) mentre nulla di significativo (salvo qualche frase fatta, qua e là) viene illustrato a favore di coloro che non vorrebbero vedere installate nel nostro paese le centrali nucleari (che, ricordo ai sordi ed ai ciechi, in occasione della precedente consultazione referendaria erano la maggioranza dei cittadini italiani aventi diritto al voto)'.

Il leader dei Dell'Idv ha poi concluso scrivendo: 'Chiedo allora – a nome del Comitato referendario Idv per l'abrogazione della legge che ha reintrodotto la possibilità di installare le centrali nucleari – agli organismi direttivi del 'Forum nucleare italiano' di poter partecipare (unitamente ad una delegazione scientifica di antinuclearisti) ai lavori, alle discussioni e soprattutto alla stesura dell'informazione che state diffondendo per tutto il paese e ciò al fine di garantire la correttezza del referendum e le pari opportunità di valutazione per tutti i cittadini. Chiedo anche, ma questa volta, non ai componenti del Forum ma agli organi di informazione (e soprattutto alla Rai che, in quanto servizio pubblico, ha il dovere di corretta informazione) di garantire al Comitato referendario le stesse opportunità che si sono autoassegante le aziende del Forum nucleare. Chiedo inoltre agli organi di garanzia (Agcom e Commissione parlamentare di vigilanza in testa) di far rispettare la legge, almeno a partire dal prossimo 11 gennaio, qualora, come speriamo, la Corte Costituzionale dovesse auspicabilmente dichiarare ammissibile il referendum abrogativo della legge che prevede le centrali nucleari. Chiedo infine al Presidente della Repubblica di far rispettare il dettato costituzionale che garantisce ai cittadini di poter esercitare la democrazia diretta attraverso il referendum'.

Foto: youtube.com

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