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Antonio Ingroia con il Movimento arancione: "Disponibile a candidarmi"

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Nel giorno in cui Mario Monti rassegna le sue dimissioni, Antonio Ingroia si affaccia sulla scena politica da protagonista. Alla presentazione del manifesto politico del Movimento Arancione, Io ci Sto, il magistrato ufficialmente in aspettativa si presenta con una Costituzione in mano: "Siamo qui per lei", dice dal palco del teatro Capranica di Roma. Poi va subito al sodo: "Quello che tutti mi chiedono è 'Ingroia si candida o non si candida?' Per avere questa risposta dovrete ancora aspettare".

Antonio Ingroia: "Sono a disposizione del Movimento arancione". Guarda il video

Una candidatura non ancora ufficializzata ma ormai data per certa, già da quando l'ex procuratore aggiunto della procura di Palermo ha chiesto la Csm l'aspettativa per motivi elettorali. Davanti ad una platea gremita, con il sindaco di Napoli Luigi De Magistris in prima fila, Ingroia ha confemato la sua adesione al Movimento e al manifesto elattorale, annunciando un impegno in prima persona: "Noi stiamo costruendo un nuovo polo che non è né terzo né quarto perché non siamo secondi a nessuno. Questo è l’unico, vero polo alternativo al berlusconismo e al montismo". Poi precisa la sua disponibilità ad una candidatura: "Io ci sto, mi metto a disposizione del progetto. Sono pronto a metterci la faccia ma dipende anche da voi e dal vostro impegno".

Ingroia in aspettativa per motivi elettorali: si candida premier col Movimento Arancione?

Ingroia precisa che in questa avventura non vuole essere da solo ed invita associazioni ed esponenti della società civile ad unirsi al Movimento, come Maurizio Landini, leader della Fiom Cgil, Don Luigi Ciotti, Salvatore Borsellino e il suo Movimento delle Agende Rosse, ma anche a personaggi del giornalismo come Sandro Ruotolo (firmatario del Manifesto) e Michele Santoro: "Non è un invito a candidarsi – precisa il magistrato – ma un invito ad accompagnarci al nostro fianco. Se poi volete candidarvi, ancora meglio", chiude ironicamente. Poi aggiunge di pensare ad un dialogo con il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e il Pd di Bersani.

In sala ci sono anche i leader dei partiti della sinistra radicale che non sono in Parlamento: Ferrero (Rifondazione), Diliberto (Comunisti italiani) e Bonelli (Verdi). Accanto a De Magistris e al sindaco di Palermo Leoluca Orlando c'è anche Antonio Di Pietro: a lui Ingroia chiede di torgliere il simbolo dal partito dell'Italia dei valori e di far parte del Movimento. E se davvero la classe dirigente del Paese va rinnovata, Ingroia spiega che c'è bisogno di sollecitare forze nuove, mostrando il coraggio di fare un passo indietro: "Siete esempi di una politica pulita e alternativa che ha combattuto in questi anni battaglie contro Berlusconi prima e Monti poi - spiega Ingroia ai leader presenti in sala - ma per aiutare la società civile a fare un passo avanti, io credo che voi dobbiate fare un passo indietro. Non sono un rappresentante dell’antipolitica e degli antipartiti e so che voi rappresentate la politica per bene. Ma aiutateci a incoraggiare la società civile. Facendo un passo indietro, voi non sparite ma restate con noi in questa battaglia".

Non mancano i riferimenti al tema più caro ad Ingroia, quello della giustizia, invocando la necessità di una riforma che la renda meno lenta e più equa: "L’Italia è un paese ammalato di giustizia (...) E’ il paese delle mafie e delle ingiustizie, un paese senza memoria e un paese senza passato è una democrazia dimezzata, abbiamo bisogno di aria pulita, disperdiamo i veleni che ammorbano il paese". Consapevole delle tante accuse che arriveranno ad una sua eventuale candidatura, Ingroia mette in chiaro che non accoglierà le provocazioni di un condannato per mafia come Dell'Utri o di un piduista come Cicchitto, tantomeno quelle di Berlusconi: "Sfido chiunque a dimostrare ho orientato i processi ai fini politici. Chi dice di un pm che è politicizzato lo deve dimostrare nei processi e non rispetto al fatto che uno si candidi politicamente". L'ennesima conferma che Ingroia sarà della partita elettorale.

Infine, eccolo delineare i caratteri del Movimento arancione, che non deve risolversi un una summa di sensibilità politiche affini, ma deve tendere ad un progetto unitario alternativo: "L’Italia è sotto le macerie dei bombardamenti di Berlusconi e Monti che non ha fatto la ricostruzione, l’ha promessa ma non l’ha realizzata, gli italiani oggi sono ancora più poveri di diritti e nelle tasche. Di tutto questo Monti e Berlusconi sono stati i principali responsabili". Un discorso da politico consumato, con tanto di invito a rimboccarsi le maniche per costruire una classe politica nuova e diversa: "E’ venuta l’epoca della responsabilità della società civile, degli italiani che si appassionano della democrazia: apriamo il nostro libro dei sogni e trasformiamolo in realtà".

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