Excite

Antonio Ingroia lascia la magistratura: "Farò politica"

Una decisione sofferta ma necessaria. Così Antonio Ingroia ha definito la scelta di lasciare la magistratura per dedicarsi esclusivamente all'attività politica. L'ex procuratore aggiunto di Palermo, dopo la sconfitta elettorale alle politiche di febbraio e il trasferimento ad Aosta, ha deciso di fare politica "a tempo pieno". L'annuncio in un'intervista a Repubblica: "E' stata la decisione più sofferta dei miei 54 anni", ha dichiarato Ingroia, sostenendo che "per mesi" si è sentito "un uomo e un magistrato solo" ma non ha "mai smesso di difendere la Costituzione e di cercare la verità" sull'assassinio del suo maestro Paolo Borsellino indagando sulla trattativa Stato-mafia.

Rivoluzione Civile si scioglie: "Esperienza conclusa". Antonio Ingroia riparte da Azione Civile

La scelta di Ingroia è arrivata dopo l'avvio di un procedimento disciplinare nei suoi confronti da parte del Csm per aver proseguito l'attività politica anche dopo la fine dell'aspettativa che l'ex pm aveva chiesto per affrontare l'avventura elettorale come candidato premier della lista Rivoluzione Civile. Il progetto è naufragato non superando lo sbarramento del 4% per l'ingresso alla Camera nelle politiche di febbraio, Ingroia ha perso per strada gli alleati che nella sua lista avevano trovato una convergenza (De Magistris, Di Pietro, Ferrero, Diliberto, Orlando e Bonelli) e ha virato verso la costruzione di un nuovo soggetto (Azione Civile), di cui terrà la prima assemblea da presidente il prossimo 22 giugno.

Antonio Ingroia, no del Csm all'incarico in Sicilia: autorizzazione negata all'ex pm

A quell'appuntamento, ha spiegato a Repubblica, arriverà dopo aver abbandonato la toga: "Non ci sono più le condizioni perché la tenga ancora indosso e ci sono invece delle gravi ragioni per le quali è venuto il momento di dedicarsi a tempo pieno all'attività politica. Lo dico perché in queste ore si comincia a giocare una partita decisiva per il futuro della democrazia nel nostro Paese e dello Stato di diritto come delineato dai padri costituenti. Mi sono sempre dichiarato partigiano della Costituzione, l'ho difesa strenuamente da magistrato, ma mi sembra chiaro che stiamo andando verso la soluzione finale perché si sta per mettere mano ai suoi capisaldi. Quindi non basta più un magistrato 'partigiano della Costituzione', ma occorrono tanti cittadini organizzati in un movimento politico per difendere con la loro azione la nostra magnifica Carta".

Ingroia spiega che abbandona la toga "a malincuore" e archivia con difficoltà la lunga carriera da magistrato, puntando il dito contro le azioni del Csm che lo ha prima trasferito ad Aosta (unico capoluogo in cui non era stato candidato alle politiche) e poi gli ha rifiutato l'autorizzazione ad assumere l'incarico proposto da Crocetta in Sicilia a capo della società di riscossione dei tributi: "Sono così affezionato a questa toga, che sarei rimasto in magistratura se mi fosse stata data la possibilità di mettere a frutto la mia esperienza ventennale di pm antimafia in Sicilia. Ma c'è chi non vuole, il Csm in testa". In particolare, quella di spostarlo ad Aosta, secondo Ingroia è stata "una scelta punitiva con motivazioni politiche", perchè il Csm "poteva, anzi doveva, destinarmi alla procura nazionale antimafia, ma ha voluto tenermi alla larga da fascicoli connessi alle stragi e alla trattativa", inchiesta di cui Ingroia è stato titolare fino al suo trasferimento in Guatemala per l'incarico internazionale con l'Onu.

L'addio alla magistratura, spiega Ingroia, è stato meditato e deciso prima dell'avvio della procedura sul procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, di cui il Csm dovrà decidere in merito all'eventuale trasferimento per incompatibilità ambientale, con l'accusa di aver fatto sfumare la cattura del boss Matteo Messina Denaro e di essre stato oggetto di condizionamenti da parte di colleghi come Antonio Ingroia: "Negli ultimi anni è cresciuto dentro di me il senso di estraneità rispetto alle logiche 'politiche' del Csm e alle timidezze e all'ingenerosita' dell'Anm nel difendere i magistrati piu' esposti della procura di Palermo - ha dichiarato Ingroia - Adesso sono convinto che la magistratura, nelle condizioni in cui si trova, non possa fare grossi passi avanti se non cambia la politica".

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017