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Antonio Razzi: "Per Berlusconi mi butterei sotto un treno. 12mila euro al mese? Non mi resta niente"

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di Claudia Gagliardi

Altro che le parodie di Maurizio Crozza, il senatore del Pdl Antonio Razzi lo show lo fa da sè: ospite del programma di Radio2 Un giorno da pecora, l'esponente azzurro ha dato il meglio (o il peggio, dipende dai punti di vista) di se stesso rispondendo alle domande di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro. Dalla fedeltà al leader Silvio Berlusconi alle lamentele per la difficoltà di arrivare a fine mese col lauto stipendio da parlamentare, l'ex senatore Idv passato nelle file del Pdl ha dato spettacolo ancora una volta.

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Alla domanda dei conduttori sul suo stipendio da parlamentare, Razzi ha risposto che prende "circa 12mila euro al mese, da sette anni e mezzo, ma di soldi non mi ritrovo niente. La gente deve sapere che i nostri collaboratori li paghiamo col nostro stipendio". Il senatore Pdl ha due collaboratori a busta paga, "gli do circa 1500 euro al mese ciascuno", ma nemmeno i restanti 9mila euro gli bastano a coprire tutte le "spese di rappresentanza, di riunione": "Di quei 9 mila euro non so quanto mi resta - dice Razzi - ma l'importante è che ci riesca a vivere. A Roma la vita costa cara, gli alberghi non costano meno di 200 euro". In realtà di sistemazioni a cifre modiche esistono eccome. E comunque con uno stipendio del genere chiunque potrebbe prendere in affitto una casa. Chiunque ma non Antonio Razzi: "Mi costa 2mila euro al mese e poi non rimane più niente".

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Insomma, pare di capire che Razzi non sia uno interessato al tema dei tagli alla Casta: per lui i 12mila euro mensili di stipendio bastano a malapena per mantenersi, pagare i collaboratori e affrontare le spese di rappresentanza imposte dal ruolo di senatore. Chissà cosa ne pensa quel 40,4% di giovani senza lavoro certificato dai dati record dell'Istat sulla disoccupazione in Italia. Ma l'incursione di Antonio Razzi a Un giorno da pecora è stata anche l'occasione per rinnovare la fiducia al leader del Pdl Silvio Berlusconi.

Nel Pdl diviso tra lealisti e moderati, Antonio Razzi non ha dubbi: "Io non sono nè falco, nè colomba nel Pdl. Sono solo di proprietà di Berlusconi. Quello che lui mi dice io faccio". Berlusconi è il leader indiscusso del partito e il senatore conferma la sua totale ed incondizionata fedeltà al Cavaliere: "Farei qualsiasi cosa per lui - dice Razzi, perfino buttarsi sotto un treno, come suggeriscono i conduttori - Certo, perchè no? Per salvare l'Italia lo farei, se serve per il bene del Paese". Poi però, se proprio tocca scegliere un modo di morire, meglio "un infarto, in modo veloce" conclude Razzi, che sulla fedeltà a Berlusconi non ha dubbi: "Tradirlo? Mai. Piuttosto che tradirlo preferirei morire".

Video Antonio Razzi a Un giorno da pecora: "Preferisco morire che tradire Berlusconi"

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