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Antonveneta: rinviati a giudizio Fazio, Frasca, Grillo e Fiorani

Il gup di Milano Luigi Varanelli ha disposto il rinvio a giudizio di Antonio Fazio, Francesco Frasca, Luigi Grillo, Giampiero Fiorani e altre quattordici persone coinvolte nell'inchiesta sulla mancata scalata all'Antonveneta. Alcuni imputati, come l'ex banchiere di Lodi o Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, dovranno rispondere a giudizio solo di aggiottaggio e ostacolo agli organismi di vigilanza poichè per altri reati hanno chiesto il patteggiamento e per alcune contestazioni specifiche, è il caso di Consorte, il gup ha decretato il proscioglimento. Il processo inizierà il 23 ottobre prossimo davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Terminata questa prima fase di rinvio a giudizio, il gup deciderà in merito a 64 patteggiamenti chiesti da imputati e società.

Successivamente, il gup ha accolto tutte le richieste di patteggiamento, una sessantina. In questo modo sono stati recuperati circa 240 milioni di euro. Escono dal processo Stefano Ricucci, che ha patteggiato un anno di pena, Emilio Gnutti (2 anni e un mese) e (8 mesi). Hanno invece patteggiato solo una parte delle accuse Giampiero Fiorani (3 anni e tre mesi) e Giovanni Consorte (10 mesi) che, all'epoca della fallita scalata, erano rispettivamente amministratore delegato di Bpi e presidente di Unipol.

"Esprimo il mio forte dissenso da tale giudizio e sono certo di poter dimostrare, senza ombra di dubbio, la mia completa innocenza". Così il senatore Luigi Grillo, presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato, commenta il suo rinvio a giudizio disposto dal Gup di Milano sul caso Antonveneta. "Il giudice, probabilmente -ha aggiunto Grillo- ha ritenuto che il rinvio a giudizio fosse un atto dovuto a fronte del clamore che la vicenda ha avuto nell'opinione pubblica". Per il senatore, però, "una cosa è condividere, come parte consistente del mondo economico e finanziario italiano ha fatto, nella vicenda Banca Popolare-Antonveneta, un progetto industriale, altra cosa è rispondere di concorso morale in reati commessi da altri. Comportamenti che non ho mai tenuto in vita mia". "Credo - conclude - che, a questo punto, il dibattimento, saprà ristabilire la verità e alla fine sono certo di arrivare ad ottenere il proscioglimento da ogni accusa. Sono convinto che questa avventura processuale si concluderà con l'affermazione della prova certa della mia completa innocenza".

"Ecco, ancora una volta per assumere incarichi istituzionali bisogna avere problemi con la giustizia". Lo dice il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando la notizia del rinvio a giudizio del senatore del Pdl (ex Forza Italia) Luigi Grillo per il tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi. "La notizia del rinvio a giudizio del senatore Luigi Grillo - prosegue di Pietro - arriva dopo che lo stesso è stato eletto dalla maggioranza a presiedere la commissione Lavori Pubblici". Di Pietro quindi chiede se: "Grillo chiederà di non avvalersi dell'immunità parlamentare per farsi giudicare, come responsabilità istituzionale vorrebbe?". "Si potrebbe già scommettere - attacca - che proprio a quella, invece, farà ricorso. Mi auguro che non arrivi solidarietà bipartisan per non generare qualche sospetto visto che la questione è relativa alla famosa scalata di banca Antonveneta".

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