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Appartamento Fini, tra accuse e smentite si cerca la verità

Gianfranco Fini, che in questi giorni tiene in scacco il governo italiano, è anche il protagonista di una vicenda che ricorda da vicino quella dell'ex ministro Scajola e che chiama in casa società che si incastrano e personaggi che si conoscono ma fanno finta di non conoscersi.

La questione è legata ad un appartamento situato in Boulevard Princesse Charlotte 14, nel cuore del Principato di Monaco, e lasciato in eredità ad An da una simpatizzante che è arrivato sul mercato delle società off shore a prezzi bassissimi per poi passare nelle mani del cognato di Gianfranco Fini, il fratello della moglie Elisabetta Tulliani.

In tutto questo marasma Fini entra prepotentemente in quanto, secondo Il Giornale, sarebbe stato lui il tramite grazie al quale il cognato avrebbe avuto la casa, il fiduciario che ha consentito l'acquisto dell'appartamento davanti ad un notaio e con tanto di firma del tesoriere di An, il senatore Pontone.

In sostanza secondo l'accusa Fini avrebbe permesso l'acquisto della casa ad un prezzo ribassato tramite tutta una serie di società off shore, sulle quali spicca la Printemps, dietro alle quali ci sarebbe stato lo stesso Presidente della Camera appoggiato dall'ex tesoriere di An, Francesco Pontone.

Il prezzo di vendita, si dice, è troppo basso rispetto al valore della casa ma Pontone stesso dichiara che si tratta 'solo esagerazioni. Ma voi lo sapete com’era fatta davvero quella casa? C’è scritto chiaro nel rogito: quella casa era un rez-de-chaussée, un piano terra sul retro, senza vista su niente, di appena 40-45 metri quadri, altro che balcone, aveva solo un terrazzino, anzi lo chiamerei un angolino di terrazzo. E poi costava parecchio al partito, ogni mese avevamo tante spese di condominio: insomma, meglio venderla. Così ordinammo una perizia e il valore indicato era quello: 300 mila euro'.

Pontone stesso, comunque, sostiene che è 'inspiegabile' anche per lui il fatto che alla fine in quella casa sia andato ad abitare il cognato di Fini ma anche che dietro alla Printemps 'non c’era nessuno, sicuramente non c’era An'.

A ciò si aggiunge la ricostruzione del Giornale che prende di mira la seconda moglie di Fini, Elisabetta Tulliani, sostenendo che il suo ex fidanzato Luciano Gaucci le avrebbe intestato molte proprietà prima del crack e che lei ora si rifiuta di restituirle; immediata la smentita con la Tulliani che invece fa sapere che i soldi e le proprietà sono frutto di una vincita all'Enalotto e dunque non sono riconducibili affatto a Gaucci.

'Non risponde assolutamente a verità', scrivono infatti i legali della Tulliani, 'l'affermazione secondo la quale la signora Tulliani sarebbe stata denunciata dall'imprenditore Luciano Gaucci per appropriazione indebita' in quanto 'i beni mobili e immobili sono stati tutti acquistati con i ricavi di una vincita all'Enalotto e con i risparmi della sua famiglia'.

Insomma, tra società offshore, affitti e compravendite di appartamenti intestati ad un partito sembra che lo scopo di questo caos sia spostare l'attenzione dalle vicende politiche ad eventuali vicende giudiziarie che coinvolgerebbero il Presidente della Camera in uno dei mesi di agosto più caldi di sempre.

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