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Approvato il bilancio della Camera: crescono i costi della politica

Le dichiarazioni anti-grilliane e contro l'acredine antipolitica si sono sprecate in questi giorni. "Il problema non sono i costi della politica ma quello che la politica dà in cambio", dicevano in molti. Ecco, questo dev'essere stato il principio ispiratore che ha portato la Camera dei Deputati ad approvare il bilancio per il 2007, aumentando i costi del 3,11 per cento, ben al di sopra del tasso di inflazione: una cosa così preziosa come la politica va sostenuta e incentivata, altro che tagliare i costi! Non solo, oltre al bilancio per il 2007 sono state approvate le previsioni per gli anni 2008 e 2009, che porteranno alla fine ad un aumento complessivo di più del 9%.

Il commento viene da sè, ma forse è più interessante leggere le note a margine che fanno Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella (autori de "La Casta") sul Corriere della Sera di oggi. "Non vogliono proprio capire" tuona Stella indignato. Avevano assicurato che le indennità sarebbero calate e invece costeranno il 2,77 per cento in più; che gli scandalosi stipendi dei dipendenti delle Camere sarebbero stati tagliati, e invece costeranno il 3,73 per cento in più. E gli aerei di stato, le varie spese per i viaggi? E' presto detto, aumenteranno del 31,82 per cento. Ma la cosa forse più scandalosa è il capitolo di spesa che riguarda i gruppi parlamentari, saliti pretestuosamente da otto a quattordici, con un aggravio sulle spese (affitto delle sedi, segreterie, spese varie) che in sette anni (quinquennio berlusconiano e governo dell'unione) è salito del 67,4 per cento.

"Tutti «costi della democrazia» - si chiedono Stella e Rizzo - Pedaggi obbligatori che altri paesi non pagano (non così, non così!) ma che gli italiani dovrebbero essere felici di versare per tenersi stretti «questo» sistema parlamentare, «questa» macchina pubblica, «questi» governi statali, regionali, provinciali, comunali che i loro protagonisti presentano, facendo il verso al «Candido» voltairiano, come il migliore dei mondi possibili?" Di fronte ad un tale miserando spettacolo, dopo aver irriso chi bolla facilmente come pericoloso qualunquismo antipolitico i moti di reazione di questi giorni (Grillo in testa) Stella e Rizzo dicono che piuttosto secondo loro è cresciuta una nuova consapevolezza nei cittadini: "Quella che «prima» del legittimo diritto di ognuno di noi di sentirsi di destra o di sinistra, abbiamo tutti insieme un problema: una politica che ha allagato la società. E che, come dimostra il dibattito di queste settimane, non ha la forza non solo per risolvere i problemi ma neppure per metterli sul tavolo."

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