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Approvato il decreto "salva premier". L'opposizione lascia l'Aula

Caos a Palazzo Madama sull'emendamento "salva-premier". I senatori dell'opposizione hanno lasciato l'Aula prima che si votasse la norma blocca-processi presentata dai relatori al decreto sicurezza. Nonostante l'ostruzionismo e l'abbandono degli scranni da parte di Pd e Radicali, l'aula del Senato ha, come numericamente previsto, approvato l'emendamento che prevede la sospensione dei processi fino al giugno 2002.

Primi ad annunciare l'abbandono dei posti i Radicali: "Come risaputo, noi radicali non siamo accusabili di anti-berlusconismo a priori e a prescindere; nè siamo accusabili di essere forcaioli essendo da anni in trincea per una 'giustizia giustà, per lo meno dal caso Tortora in poi. Da anni, in solitudine e inascoltati, ci battiamo contro l'obbligatorietà dell'azione penale, ridotta ormai ad 'arbitrarietà dell'azione penale". Lo afferma la radicale Emma Bonino, vice presidente del Senato, che aggiunge: "Nove milioni di processi pendenti sono lì a testimoniare che la macchina si è inceppata".

"Per marcare la distanza che ci separa da questo modo di procedere in Parlamento e di intendere le istituzioni repubblicane, noi senatori radicali del gruppo Pd -conclude- non saremo in aula al momento del voto sugli emendamenti cosiddetti blocca-processi, presentati dai due relatori e dal governo, all'art.2 del decreto legge sicurezza, e ci auguriamo che tutta l'opposizione faccia altrettanto."

Poi il Pd: Il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro ha annunciato nell'aula del Senato che l'opposizione non parteciperà al voto dell' emendamento che sospende i processi per reati commessi fino al giugno 2002. Ha criticato la norma perchè di fatto creerà "un aggravamento di lavoro in tutti i tribunali italiani" e ha accusato Silvio Berlusconi "di aver perso un'occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo". 2Forse Berlusconi riuscirà ad evitare questa sentenza, che sarebbe stata peraltro di primo grado - ha sottolineato Finocchiaro - proprio grazie a queste norme che ora state votando, ma ha senz'altro perso una grande occasione di rinnovamento dell'Italia. Stiamo assistendo a un film già visto e non è questa la politica che avremmo voluto vedere". Appena concluso il suo intervento, tutti i senatori dell'opposizione si sono alzati in piedi per applaudirla, mentre quelli della maggioranza sono rimasti immobili e muti ai loro posti.

UDC: "L'Udc non ha mai lasciato l'aula durante i lavori parlamentari e non intendiamo farlo neanche ora. L'opposizione noi la facciamo dai banchi parlamentari". Lo ha detto il capogruppo dell'Udc-Svp, Giampiero D'Alia, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se anche il suo gruppo avrebbe abbandonato l'aula come ha fatto il Pd. "Io sono intervenuto per parlare contro queste norme e ho annunciato il mio voto contrario" sottolinea D'Alia.

Di Pietro: "Sono venuto - ha detto Di Pietro nel Transatlantico di palazzo Madama, affollato dai senatori della minoranza - a dare sostegno morale a questo impegno di civiltà a cui sono chiamati i senatori dell'Idv e dell'opposizione in un momento così delicato per lo stato di diritto".

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