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Assemblea Pd a settembre 2013. Giallo sulla data delle primarie

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Continua il caos Pd. La direzione di ieri si è conclusa infatti con l'indicazione di una data (doppia) per l'Assemblea Nazionale, il 20 e 21 settembre, ma con un giallo su quella delle primarie: i renziani l'hanno praticamente estorta alla vicepresidente Marina Sereni e confermata per acclamazione il 24 novembre, ma in serata una nota dal Nazareno ha negato che sia stata decisa, usando toni molto più cauti pure per la data dell'Assemblea.

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"Il segretario Guglielmo Epifani ha proposto l'Assemblea Nazionale il 20 e il 21 settembre, che discuterà di regole (tra cui la coincidenza o meno dei ruoli di segretario e premier, ndr) e data dei congressi (locali, regionali e nazionale). L'indicazione politica è di fare il tutto, compatibilmente con le modifiche statutarie che si deciderà di adottare, entro novembre", si legge dunque nella comunicazione ufficiale, che si presta a più di un'interpretazione e che ha fatto aumentare i maldipancia già in corso di quanti nel Pd speravano in uno scatto di reni, in primis i renziani.

E proprio loro, come detto, hanno spinto perché ci fosse una calendarizzazione certa (?). A fare da testa d'ariete la torinese Magda Negri, che a un certo punto ha alzato la mano e chiesto a Sereni: "Ma è vero o no che facciamo le primarie il 24 novembre, come si era detto in altre riunioni della direzione?", ottenendo da lei una diplomatica risposta su "date confermate" e dal segretario Guglielmo Epifani un cenno del capo che ha fatto partire immediatemente il tam-tam sui social. "20, 21 e 24... Terno secco sulla ruota di Firenze", ha scherzato su Twitter Dario Nardella, ma tanto entusiasmo potrebbe non differire di molto da quello che ha portato Romano Prodi a schiantarsi contro i 101 franchi tiratori che hanno impallinato la sua elezione a Presidente della Repubblica.

L'esasperante cautela di una larga fetta di democratici è letta dai fedelissimi del sindaco toscano come un modo per guadagnare tempo, sia per cercare un anti-Renzi di spessore (fatto questo palese) che per tentare di far durare il governo il più a lungo possibile, forse addirittura fino a dicembre 2014, evitando 'sconvolgimenti' che potrebbero minarne fatalmente il precario equilibrio. "Continuano asserragliati a fingere che il congresso non debba mai tenersi. Non credevo si potesse arrivare a tanto", ha sbottato infatti ieri a lavori in corso e prima dell'intervento di Negri Davide Faraone, mentre Pippo Civati ha definito "fuori luogo" l'esultanza dei renziani alla comunicazione (poi di fatto smentita) della data dell'Assemblea, osservando: "Continuo a vedere la tentazione di rinviare il congresso per non nuocere al governo" e criticando il "premier finlandese" che "non ha mai citato Berlusconi, come se il Cavaliere non fosse un problema per questo governo, soprattutto ora che è condannato".

Vero è, comunque, come riporta Huffington Post, che il tam-tam sui social scatenatosi dopo il sì non ufficiale di Sereni ed Epifani alla data delle primarie mette il partito nella condizione di fare marcia indietro (se la farà) esponendosi a critiche e polemiche devastanti, ma come ha dimostrato il Pd negli ultimi anni, figuraccia più, figuraccia meno, l'importante è tirare a campare, con buona pace dei sempre meno elettori, stremati dal caos che ormai regna sovrano nel partito...


Direzione Pd: verso le primarie?

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