Excite

Assemblea Pd regole primarie: Renzi può correre

  • Infophoto

Dopo quasi 6 ore di assemblea, il Pd è arrivato a un quid e ha approvato a larghissima maggioranza la deroga all'Articolo 18 dello statuto che stabilisce che il segretario in carica sia il candidato premier del partito. In questo modo, dunque, Matteo Renzi potrà correre ufficialmente alle primarie del centrosinistra. "E' stato un capolavoro di democrazia. Il Pd si conferma l'unico grande partito in Italia capace di discutere e decidere sul serio", ha commentato con orgoglio Pierluigi Bersani al termine delle votazioni.

Bersani a Renzi: "Regole cambiate per te"

E con il successo odierno dell'assemblea del partito, il segretario del Pd si è levato più di un sassolino dalla scarpa, a partire proprio dalle accuse mossegli dal sindaco di Firenze di voler cambiare "le regole in corso d'opera". "Lasciatemi dire una cosa personale: sono stato veramente ferito dal leggere che qui si cambierebbero regole in corso d'opera per bloccare le primarie" ha affermato Bersani durante la sua relazione, aggiungendo: "L'unica regola esistente che si cambia in corso d'opera è quella che consente ad altri di candidarsi oltre al segretario. E questa è una regola di apertura, mettiamolo in chiaro". Per la serie: chi ha orecchie per intendere, intenda.

Ma Renzi non era presente per ascoltare le parole del segretario, nè per replicare. Il primo cittadino toscano, infatti, ha preferito continuare la sua campagna per l'Italia in camper, sollevando una marea di polemiche. "Non essere qui è qualcosa che non possiamo passare sotto silenzio. E' un atteggiamento rispetto al partito che non può essere accettato" ha tuonato dal palco Franco Marini, mentre un deputato di Udine osservava seccato: "Io ancora non ho deciso chi votare, mi aspettavo di sentire anche Renzi, ma lui non c'è, non posso ascoltare quello che ha da dire. Quella del sindaco di Firenze mi sembra una scelta sbagliata".

Renzi comunque la sua voce l'ha fatta lo stesso arrivare dalla Puglia, dove si trova a Taranto, dicendo che le primarie sono "un'occasione in cui chi ha idee, le dice. Poi chi vince, vince, e chi perde collabora" e ribadendo ancora una volta la sua fama di 'rottamatore' ha concluso: "Se vinciamo noi, cambia l'Italia".

Albo dei votanti e doppio turno, le regole delle primarie Pd per fermare Renzi

Insomma tutti vincitori e nessuno sconfitto, alla fine dell'assemblea, con Roberto Reggi, organizzatore della campagna on the road del sindaco di Firenze, che ha dichiarato: "Era quello che avevamo chiesto e abbiamo ottenuto grazie alla nostra determinazione e alla complicità delle persone ragionevoli intorno a Bersani", e quindi negando l'apertura del segretario, e quest'ultimo che comunque non ha perso il buonumore e ha salutato i giornalisti dicendo: "Con Renzi faremo un duetto...", scherzando sul fatto di aver cantato in passato a un matrimonio con Katia Ricciarelli.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017