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Aumento Irpef per lo sblocco dei crediti alle imprese: il decreto approvato in Parlamento

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Nell'attesa che si sblocchi lo stallo istituzionale che impedisce la formazione del nuovo governo, quello 'vecchio' dei tecnici di Mario Monti continua la sua attività, con la proroga del mandato concessa dal Quirinale e la legittimazione 'sul campo' del Parlamento, che ieri sera ha approvato la Risoluzione che aggiorna il Documento di economia e finanza (il Def) per sbloccare i 40 miliardi di debiti che lo Stato deve alle imprese.

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Dopo lunga riflessione e superati alcuni dubbi, il via libera è stato siglato anche dal Movimento 5 Stelle, che ha comunque richiesto alcune garanzie (peraltro di concerto con gli altri partiti), tra le quali su tutte la priorità di saldare i crediti non ceduti alle banche per dare respiro al sistema delle imprese, seguita dall'allentamento dei vincoli del patto di stabilità (almeno) per i comuni e da altre proposte che comprendono il varo di un decreto legge che sblocchi all'esigenza i pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione alle aziende e la "costruzione di un vero bilancio federale".

Per quanto riguarda l'operatività dell'intervento più urgente, il pagamento delle pendenze sarà effettuato in due tranche, con 20 miliardi rilasciati subito e altri 20 nel 2014, finanziati portando il deficit-Pil del 2013 dal 2,4% al 2,9%. Limite quest'ultimo definito "invalicabile" dal ministro dell'Economia Vittorio Grilli, che ha anche garantito che i provvedimenti attuativi arriveranno "in tempi brevissimi", per mezzo di "un intervento rapido". Ma che cosa comporterà per gli italiani lo sblocco dei fondi alla PA per il pagamento dei lavori commissionati alle imprese?

Il rovescio della medaglia, a quanto pare, sarà un aumento dell'Irpef, anticipato a quest'anno rispetto alla previsione iniziale del 2014. Secondo le bozze circolate ieri alla Camera e al Senato, il tetto dell'aliquota massima potrebbe passare dall'1,73% al 2,33 %, con un incremento dello 0,6% che, se applicato da tutte le Regioni, significherebbe un aggravio di spesa per ogni contribuente di 138 euro (almeno stando ai conti della Uil Servizio politiche territoriali).

Un 'sacrificio' necessario per permettere a 215 mila imprese di riscuotere un credito medio di 422 mila euro (dati Unimpresa) e fare - si spera - ripartire l'economia, schiacciata dalla mancanza di liquidità che ha costretto moltissime aziende al fallimento o quasi. E perché l'operazione di pagamento non si areni e sia massimamente funzionale, il Def prevede anche sanzioni per le pubbliche amministrazioni inadempienti e la possibilità di compensare i crediti con i debiti fiscali o previdenziali.

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