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Azzollini, Il Pd vota sì all'arresto del senatore: rischio crisi di governo

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Il Pd voterà sì all'arresto di Antonio Azzollini, senatore del Nuovo Centrodestra, coinvolto nell'inchiesta sul fallimento della casa di cura Divina Provvidenza di Bisceglie. La richiesta di arresto è stata avanzata dalla Procura di Trani, che ha già notificato l'atto al Senato. Adesso spetterà all'Aula pronunciarsi sul caso, che potrebbe provocare una crisi di governo. Il Pd ha lasciato intendere che voterà "sì", come è avvenuto già con il parlamentare dello stesso Partito democratico, Francantonio Genovese.

Il problema politico non è affatto secondario: Angelino Alfano, leader del Ncd e ministro dell'Interno, non è intenzionato ad avallare l'arresto del senatore Azzollini, con il rischio di aumentare le tensioni nel suo partito, che sta già vivendo delle spaccature interne, tra chi vuole tornare con Silvio Berlusconi per riformare un centrodestra unito e chi preferisce restare al governo. Per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si tratta un'ulteriore grana, che si somma allo scandalo di Mafia Capitale.

Nel corso delle operazioni di polizia sono state arrestate 10 persone, di cui 3 in carcere e 7 ai domiciliari, comprese due suore. Secondo gli inquirenti i soldi venivano girati su altri conti, molti dei quali finiti sotto sequestro, causando il fallimento della Divina Provvidenza, con un crac complessivo di circa 500 milioni di euro.

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Il passaggio in Senato, comunque, potrebbe avere tempi piuttosto lunghi: la procedura prevede che prima sia la Giunta di Palazzo Madama a pronunciarsi sull'arresto; poi la parola passerebbe all'Aula. Secondo le previsioni, perciò, il voto sul senatore Azzollini potrebbe arrivare a settembre, dopo la pausa estiva dei lavori parlamentari.

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