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Azzollini salvo e il Pd si spacca, Serracchiani: "C'è da scusarsi"

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Giornata campale in Senato, dove quest'oggi è stata respinta la richiesta di autorizzazione a procedere da parte della Procura di Trani nei confronti del Senatore Ncd Antonio Azzollini.

189 i no, 96 i sì e 17 gli astenuti. Questi i numeri della votazione che ha salvato Azzollini, senatore e presidente della Commissione Bilancio, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta nell'ambito dell'inchiesta sulla casa di cura Divina Provvidenza.

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Una votazione che non ha lasciato indenne il Partito Democratico, che ha lasciato ai suoi parlamentari la libertà di votare secondo cosicenza. "Fate schifo", l'urlo di Movimento 5 Stele e Lega Nord, unici due partiti a votare compatti per il sì.

Debora Serracchiani, in una intervista rilasciata a L'Unità, prova a cospargersi il capo di cenere. "Credo che dovremmo scusarci per quel che è successo oggi. E' stata persa una occasione per dare un segnale di cambiamento".

La Serracchiani ha aggiunto che la politica debbaa vere di mantenere la massima trasparenza nei confronti della giustizia. "Il lavoro della Giunta per le immunità altrimenti ne uscirebbe svilito".

Esulta, invece, il Nuovo Centro Destra. Per Cicchitto l'ampio margine di vittoria dei sì è un segnale per il presidente della Giunta, "il cui lavoro non è quello di mettere il bollo a qualsiasi richiesta da parte della Magistratura".

Ci va giù duro Roberto Formigoni, che considera la Serracchiani una "ragazzina superficiale. Anche alcuni senatori del Pd hanno votato per il no, ciò vuol dire che non hanno rilevato dai documenti la necessità di far procedere all'arresto".

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