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Bagnasco: "Il digitale aumenta la pornografia"

Con l'arrivo del sistema digitale per la televisione in tutta Europa c'è il rischio che l'industria pornografica prenda il sopravvento sui nuovi canali a disposizione dei telespettatori.

Come per Giovanni Pascoli la digitale purpurea, pianta erbacea alla quale lo scrittore dedicò una poesia, simboleggiava l'esperienza sessuale estrema, piacevole e nello stesso tempo distruttiva, anche nell'ottica del cardinale Angelo Bagnasco, il digitale, ma questa volta terrestre, è il 'diavolo tentatore'. "Il rischio non remoto, dicono gli esperti, è che i nuovi spazi diventino appannaggio delle industrie pornografiche presenti sul piano internazionale", ha detto il porporato.

L'allarme lanciato ieri dal capo della Cei a proposito di media ha mosso una denuncia sul "vuoto spinto a cui certi programmi televisivi arrivano", sui "modelli distorti che a volte veicolano, le responsabilità dei media e di grandi network nell'insinuare un sottile habitat che anestetizza soprattutto i giovani". Il cardinale ha espressamente invitato le autorità competenti a vigilare su questo delicato processo.

Dopo aver ricordato "il destino verso cui sta strutturalmente andando la televisione in tutta Europa", vale a dire verso il digitale, Bagnasco ha anche richiamato l'impegno in questa direzione dell'emittente Sat2000 messa in campo da tempo dalla Chiesa per rispondere ai nuovi scenari.

Il numero uno della Cei si è poi soffermato sulle recenti elezioni politiche, affermando che tra le urgenze del Governo vi è la questione rifiuti in Campania, la difesa del potere d'acquisto di salari e pensioni, le difficoltà dei giovani a sposarsi e le iniziative del Forum delle famiglie per "un fisco a misura di famiglia". Sui tentativi di modificare la legge 40 il cardinale ha parlato di "rischio di promuovere una mentalità eugenetica".

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