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Ballarò, Antonio Ingroia candidato premier con De Magistris?

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Da un mese ha lasciato Palermo per assumere un prestigioso incarico Onu in Guatemala, eppure il suo nome continua a spuntare nel dibattito politico come la possibile sorpresa delle prossime elezioni politiche. Si fanno sempre più insistenti le voci che vorrebbero Antonio Ingroia, ex sostituto procuratore di Palermo, candidato premier nella nascente Lista Arancione di Luigi De Magistris.

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Il progetto sarà lanciato il mese prossimo: Ingroia ci sarà, ma non è ancora chiaro in quale veste. Dopo giorni di ipotesi più o meno fantasiose sulla sua candidatura alla premiership nel movimento del Sindaco di Napoli, è stato lo stesso Ingroia a pronunciarsi su due quotidiani diversi. E senza sciogliere il dilemma. Intervistato dal Mattino e poi intervenuto sul sito del Fatto Quotidiano, il magistrato è sembrato in contraddizione. Prima di fugare ogni dubbio con la partecipazione a Ballarò, ospite di Giovanni Floris in una puntata che non a caso comincia dalla "ricerca del leader". Ma andiamo con ordine.

Luigi De Magistris e la Lista arancione

Al telefono con un cronista del quotidiano partenopeo, Ingroia ha mostrato più di un interesse per il progetto politico del Sindaco arancione, intenzionato a presentare alle prossime elezioni una nuova formazione politica alternativa alla coalizione di centrosinistra: "Per ora, ringrazio e apprezzo le parole di De Magistris, con lui il contatto c'è sempre stato per antica amicizia. È una fase politicamente molto delicata e credo che l'impegno di De Magistris e di altri per aggregare pezzi della società civile per dare una iniezione di società alla vita politica sui temi della giustizia e dell'uguaglianza sia azione meritoria. Una cosa che già da magistrato ho auspicato a lungo. Poi i nomi di chi deve portare avanti queste cose sono per il momento secondari".

Nella stessa conversazione Ingroia conferma la sua presenza al teatro Vittoria di Roma il primo dicembre, all'assemblea di Cambiare si può!, il manifesto lanciato dai professori Luciano Gallino e Marco Revelli. A sostenere il progetto ci sarà anche il sindaco di Napoli, che dodici giorni dopo lancerà nome, simbolo e prime candidature della lista arancione. Quale occasione migliore per lanciare Ingroia come il candidato principale? Il magistrato non conferma e non smentisce: "Non si può dire che non è un no, non si può dire nulla. Io andrò lì da osservatore, poi vediamo".

Al Fatto Quotidiano, invece, Ingroia ha escluso l'intenzione di fare politica in prima persona. Con un intervento sul sito del giornale di Padellaro e Travaglio, l'ex sostituto procuratore ha raccontato il primo mese di lavoro in Guatemala, per poi concentrarsi sulle voci che lo danno come nuovo volto delle prossime elezioni. "Candidarmi in politica? Non ci penso proprio - scrive Ingroia - io non sono mai stato una toga rossa, come non diventerò una toga arancione, ma sempre una toga autonoma e indipendente". Una posizione abbastanza netta. L'interesse per un nascente soggetto politico non va confuso con un impegno in prima persona: "Leggo sui giornali italiani di mie presunte e annunciate candidature politiche, ora mi si attribuiscono infondate aspirazioni a diventare addirittura premier. Su questo voglio esser chiaro, non mi interessa essere candidato, non mi interessa un seggio in Parlamento. Mi interessano i contenuti di certe battaglie, a partire da quella contro ogni forma di impunità di ogni parte del mondo e per l’affermazione del principio di eguaglianza di tutti di fronte alla legge".

In collegamento dal Guatemala in videoconferenza, Ingroia conferma a Ballarò di non avere intenzione di candidarsi. Secondo il magistrato ci troviamo in un momento critico per la credibilità della politica: se la Prima Repubblica è stata caratterizzata dalle ideologie contrapposte e la Seconda dai leader e dai loro personalismi, ora per le istituzioni è il momento di confrontarsi sui programmi e in base a questi creare gli schieramenti. Floris chiede apertamente al magistrato se e in che modo intenda schierarsi: "Non voglio candidarmi, non ho bisogno di un seggio in Parlamento. Ho un lavoro importante e che mi piace qui in Guatemala". Allo stesso tempo Ingroia non si tira indietro rispetto all'arena pubblica: "Voglio fare politica, come ho ritenuto di fare anche da magistrato, partecipando al dibattito sulla cosa pubblica a partire dai temi della giustizia, del contrasto alla criminalità, dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge". Poi, in risposta a Beatrice Lorenzin del Pdl che lo accusa di essere un magistrato che ha sempre fatto politica, specifica: "Rivendico tutto il diritto da cittadino, e ovviamente sempre fuori dalle indagini, di partecipare al dibattito politico".

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