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Ballottaggi: crolla il centrodestra, vincono Pisapia e De Magistris

"Abbiamo pareggiato 4-0" con queste parole Pierluigi Bersani ufficializza il successo dei candidati del centrosinistra a Milano e Napoli e si fa beffe del Pdl che aveva definito un pareggio l'esito del primo turno delle amministrative. Che si parli di proiezioni o di intention poll, infatti, la vittoria di Giuliano Pisapia su Letizia Moratti e di Luigi De Magistris su Gianni Lettieri è ormai evidente: con il 55% dei voti contro il 44.8 il capoluogo lombardo svolta a sinistra, così come la piazza partenopea, dove il distacco tra i due schieramenti è abissale: 65.2 contro 34.8.

Esulta il responsabile della Segreteria Nazionale del Pd, Davide Zoggia - "il Pd e il centrosinistra si impongono in tutta Italia" - e i dati in continuo aggiornamento non fanno che confermare l'entusiasmo: Cagliari, Grosseto, Novara, Trieste, Pordenone e Crotone comunicano risultati che vanno in una sola direzione, quella di una netta vittoria del centrosinistra. E anche due roccaforti del centrodestra come Arcore e Gallarate sono a un passo da un risultato storico.

E mentre De Magistris commenta il trionfo di Napoli con toni da stadio - "Napoli è stata liberata" e "abbiamo scassato tutto" - il suo rivale cede il passo con amarezza: "auguri e buon lavoro a chi ha vinto. In bocca al lupo e alla città ogni bene. Il risultato è quello che avete visto. Inequivocabile". Un commiato che prelude a quello repentino e inaspettato del coordinatore del Pdl Sandro Bondi: "valutati i risultati elettorali intendo rimettere il mio mandato di coordinatore nelle mani del Presidente Berlusconi. Ritengo che da questo momento il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la più ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito".

Un momento di grande difficoltà non solo per il centrodestra, ma per tutto il governo, con l'opposizione che attacca senza esclusione di colpi: "Berlusconi deve trarre le conseguenze di questo voto, è lui che ha dato valore politico a queste amministrative. Per il bene del Paese è meglio che se ne vada" - così Rosy Bindi allo speciale del TG1 dedicato ai ballottaggi - e gli alleati che iniziano a recriminare: "la Lega ha fatto il suo dovere" ha dichiarato Umberto Bossi a caldo, aggiungendo anche "siamo gli unici che siamo andati in strada". E ad aggravare il tutto, il lascito 'sinistro' di Bondi che, poco prima di dimettersi, dichiarava: "comunque vada il governo reggerà. La sconfitta mascherata dal Pd, la crescita dei partiti antisistema portano a dire che Berlusconi non rischia. Non vedo possibilità di un governo alternativo. E nessuno credo voglia elezioni anticipate". E allora perché lasciare la barca se non sta affondando?

 (foto © LaPresse)

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