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Bambino dell’Isis uccide due prigionieri russi, il video shock dell’esecuzione fa il giro del mondo

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L’utilizzo di minori come strumento di propaganda da parte dell’Isis è cosa nota ai media di tutto il mondo ed al popolo della rete, alla luce dei numerosi video e delle tante foto postate sui social network dai sostenitori dello Stato Islamico con protagonisti in tenera età, spesso mostrati in mimetica e armati allo stesso modo dei miliziani adulti.

Vanessa e Greta, cooperanti in mano ai fedeli del Califfo: appello per la liberazione

Un salto di qualità ulteriore nella comunicazione di guerra degli estremisti fedeli al "Califfo" Al Baghdadi, impegnati da mesi nella conquista militare di Siria e Iraq, sembra doversi segnare con la pubblicazione del video shock incentrato sull’esecuzione di due presunte spie russe ad opera di un bambino dai lineamenti kazaki, un volto già visto in precedenti filmati propagandistici targati Is.

Nel raccapricciante video dell’ormai tristemente famoso circuito mediatico dei fondamentalisti "Al-Hayat Media" diffuso sul web ieri tramite i sempre più sofisticati canali informativi ufficiali dello Stato Islamico e subito ripreso via Twitter da simpatizzanti del Califfato, la morte dei prigionieri è preceduta dal “solito” interrogatorio dei soldati dell’Isis, mentre è l’atto finale dell’eliminazione del nemico a colpire (volutamente) gli osservatori.

(Un giovanissimo boia uccide le due presunte spie russe: il video shock firmato Isis)

Pistola in mano, sguardo spietato, il piccolo boia incaricato di uccidere le spie catturate sul campo dai guerriglieri rischia di diventare un simbolo per gli aspiranti membri dell’esercito islamista agli ordini di Abu Bakr Al Baghdadi.

Non da oggi i fautori della causa jihadista si sono dimostrati propensi a reclutare giovani leve per la loro battaglia "contro gli infedeli" nel mondo, essendo la “guerra santa” del Califfo una causa condivisa da migliaia di fondamentalisti di ogni provenienza geografica senza limiti di età.

Mamayev Jambulat e Ashimov Sergey Nikolayavich i nomi delle 2 vittime dell’ennesima brutale sentenza di morte emanata dallo Stato Islamico ed eseguita in questo caso da un bambino, forse connazionale di uno dei giustiziati, entrambi accusati di aver lavorato per i servizi di intelligence della Russia nel periodo precedente alla cattura.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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