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Banca d'Italia, forse Fabrizio Saccomanni alla guida

  • LaPresse

Il governo deve scegliere un successore a Mario Draghi, che a novembre andrà a presiedere la Banca centrale europea, un nuovo uomo che vada alla guida della Banca d'Italia. Da un punto di vista formale è stato deciso di rinviare la decisione ad un vertice della prossima settimana. A quanto pare i nomi in ballo sono quelli di Vittorio Grilli, gradito alla Lega e al ministro dell'Economia Giulio Tremonti; Lorenzo Bini Smaghi, membro del board della Banca centrale europea; e soprattutto quello di Fabrizio Saccomanni, gradito al Pdl e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, oltre che allo stesso Draghi.

Se, dunque, il vertice di maggioranza che si è svolto ieri pomeriggio ufficialmente ha portato a un nulla di fatto, sembra che in realtà una decisione sia già stata presa. All'interno del Pdl sarebbe stata indicata una soluzione di continuità e, quindi, colui che potrebbe andare a dirigire Bankitalia potrebbe essere proprio Saccomanni, direttore generale della Banca, romano e 69 anni il 22 novembre. Del resto a sostenere la sua nomina c'è lo stesso Draghi, nuovo responsabile della politica monetaria europea.

La scelta del nuovo capo della Banca d'Italia sembra far emergere nuovi attriti tra Berlusconi e Tremonti. Se il primo, infatti, sostiene Saccomanni, il secondo è per Grilli. Ma le divisioni tra i due sembrano andare oltre. E' stato deciso infatti di rinviare l'esame del Decreto sviluppo a un Cdm da tenersi il 13 o il 14 ottobre e ieri il premier non ha partecipato al seminario sulle dismissioni utili a ridurre il debito pubblico che si è svolto al Ministero del Tesoro.

I tempi entro cui fare il nome del nuovo capo della Banca d'Italia non sono così stretti. Come detto, Draghi andrà a guidare la Banca centrale europea a novembre e il Consiglio superiore di Bankitalia, a cui spetterà il compito di dare il parere sulla proposta avanzata da Berlusconi, è stato convocato per il 24 ottobre.

Chissà se sarà proprio Fabrizio Saccomanni ad andare alla guida di Bankitalia, intanto vediamo meglio chi è. Fabrizio Saccomanni, nato a Roma il 22 novembre 1942, è Direttore Generale della Banca d'Italia dal 2 ottobre 2006. Laureato in Economia e Commercio all'Università Bocconi di Milano, ha seguito corsi di perfezionamento in economia monetaria e internazionale presso la Princeton University (USA). Saccomanni ha iniziato la sua carriera in Banca d'Italia nel giugno 1967, quando è stato assegnato all'Ufficio Vigilanza della Sede di Milano. Dal 1970 al 1975 è stato distaccato presso il Fondo Monetario Internazionale, in qualità di economista nel Dipartimento Rapporti commerciali e di cambio e, dal 1973, come assistente del Direttore Esecutivo per l'Italia. Rientrato in Banca d'Italia, è stato assegnato al Servizio Studi; nel 1984 è diventato Capo del Servizio Rapporti con l'Estero e nel 1997 è stato nominato Direttore Centrale per le Attività Estere.

Saccomanni ha rappresentato la Banca nell'ambito dei principali organismi finanziari internazionali, in qualità di membro di comitati istituzionali presso la BCE (Comitato per le relazioni internazionali), la BRI (Comitato sul sistema finanziario globale) e l'Unione Europea (Comitato economico e finanziario); ha ricoperto la carica di Presidente del Comitato per la politica del cambio (1991-97) presso l'Istituto Monetario Europeo; ha partecipato ai negoziati per la creazione dell'Unione economica e monetaria e all'attività del Comitato dell'Euro istituito dal Governo per gestire la transizione alla moneta unica (1998-2002). Dal febbraio 2003 al settembre 2006 è stato Vice Presidente della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra dove ha svolto funzioni sia gestionali, quale membro del Comitato esecutivo, sia operative, come responsabile delle aree di Gestione del rischio, Sicurezza nucleare, Protezione ambientale e Cofinanziamenti ufficiali. Saccomanni, infine, è membro del Consiglio Direttivo dell'Istituto Einaudi per l'Economia e la Finanza, membro del Consiglio Direttivo dell'Istituto Italiano di Tecnologia, membro del Consiglio Direttivo dell'Istituto Affari Internazionali e membro della Società Italiana degli Economisti.

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