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Barack Obama a Ground Zero: 'L'America non dimentica'

Ieri il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è recato a Ground Zero per la cerimonia organizzata per l'uccisione del leader di Al Qaeda Osama Bin Laden. Obama ha incontrato alcuni familiari delle vittime dell'attentato dell'11 settembre 2001 e ha deposto una corona di fiori, bianchi rossi e blu, proprio nel luogo dove ormai quasi 10 anni fa avvenne l'attentato terroristico che ha sconvolto il mondo intero. Prima di recarsi a Ground Zero, il presidente Usa ha visitato la caserma che perse 15 uomini nei soccorsi alle Torri gemelle e ai vigili del fuoco di New York ha detto: 'Quando diciamo che non dimenticheremo mai, non lo diciamo per dire'.

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Per Obama si è trattato della prima visita ufficiale a Ground Zero da presidente degli Stati Uniti. L'ultima visita risale al settembre del 2008, durante la campagna presidenziale, nel settimo anniversario dell'attentato. Assente l'ex presidente George W. Bush, in carica all'epoca dell'attentato. Bush ha infatti declinato l'invito del suo successore facendo sapere tuttavia che continuava a celebrare 'insieme a tutti gli americani questa importante vittoria nella guerra al terrorismo' (leggi la notizia). Nel frattempo, però, non dobbiamo dimenticare che si fanno sempre più roventi le polemiche per la decisione della Casa Bianca di non diffondere le foto dell'uccisione di Bin Laden.

Oggi per il presidente Usa sarà un altro giorno importante perché incontrerà privatamente i membri dell'unità 'six' dei Navy Seals che hanno scovato ed ucciso Osama bin Laden in Pakistan. A quanto pare l'incontro avverrà nella base di Fort Campbell, in Kentucky. Intanto escono fuori nuove rivelazioni in seguito all'esame del materiale ritrovato nel rifugio di Bin Laden in Pakistan. Secondo alcuni funzionari del governo statunitense, Al Qaeda stava progettando di attaccare il settore ferroviario Usa nel decimo anniversario degli attentati dell'11 settembre.

Riferendosi a un messaggio di intelligence inviato dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale, il portavoce Matthew Chandler ha detto: 'Non abbiamo informazioni di un'imminente minaccia terroristica al settore ferroviario Usa, ma vogliamo informare i nostri partner del presunto complotto'.

Il materiale rinvenuto nel compound del leader di Al Qaeda in Pakistan, e sequestrato dagli Stati Uniti durante il blitz, è all'esame del dipartimento e altre agenzie Usa. Secondo quanto emerso da una prima analisi delle informazioni ora in possesso dell'intelligence Usa, Bin Laden, durante la sua permanenza ad Abbottabad, ha avuto un ruolo diretto nella pianificazione degli attentati.

Nel frattempo, però, le Nazioni Unite hanno chiesto delle spiegazioni. L'alto commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay ha chiesto la 'completa diffusione dei fatti precisi'. Pillay ha detto: 'Credo che non solo il mio ufficio ma tutto il mondo abbia il diritto di sapere cosa è successo. Le Nazioni Unite condannano il terrorismo, ma ci sono delle regole elementari che devono essere rispettate anche nella conduzione di operazioni di antiterrorismo. Queste devono avvenire nel rispetto delle leggi internazionali, che non autorizzano la tortura né le esecuzioni extragiudiziali'.

Ma il ministro della Giustizia Usa, Eric Holder ha definito il blitz dei Navy Seals 'legale, legittimo e adeguato' e ha ribadito che 'nulla indicava che Bin Laden intendesse arrendersi'. Di conseguenza 'la sua uccisione è stato un atto nazionale di legittima difesa'. Il ministro della Giustizia Usa ha poi aggiunto: 'Se si fosse arreso, o avesse tentato di arrendersi penso che lo avremmo ovviamente accettato, ma non c'era nessuna indicazione in base alla quale intendesse farlo. Per tali ragioni, la sua uccisione è stata appropriata'.

 (foto © LaPresse)

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