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Barack Obama, il giuramento del secondo mandato: "Stessi diritti per sorelle e fratelli gay"

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C'erano 800 mila persone in fila dall'alba su Pennsylvania Avenue e assiepate nel Mall davanti a Capitol Hill, nel freddo pungente di Washington, ad assistere al giuramento del secondo mandato di Barack Obama. Migliaia di persone comuni e stelle dello spettacolo (come Katy Perry, Eva Longoria e Beyoncé, che poi ha cantato l'inno nazionale) e, naturalmente, politici ed ex presidenti, tra cui Bill Clinton, con Hillary a fianco.

Barack Obama, giuramento secondo mandato: le foto della cerimonia

Il presidente era visibilmente emozionato e di nuovo, come quattro anni fa, ha bisticciato con le parole mentre giurava sulla Bibbia di Lincoln e su quella di Martin Luther King (di cui tra l'altro ricorreva l'anniversario), poi, dopo la formula di rito, ha pronunciato una discorso alla nazione breve (appena 18 minuti), ma denso di contenuti e carico di forza e sentimento. Invecchiato e più consapevole, ma sempre fedele al suo "yes, we can", Obama ha infatti esordito dicendo: "Oggi continuiamo un viaggio infinito", ribadendo ancora una volta di credere nel futuro e di sperare il meglio per gli americani e il mondo intero.

Dai valori e diritti sociali, all'economia, alla guerra, al clima, il presidente ha toccato tutti i punti 'caldi' del suo nuovo mandato, consapevole di non essere riuscito a portare a compimento gran parte delle promesse elettorali del suo primo quadriennio e deciso a non essere ricordato come un grande incompiuto. "Il nostro lavoro non sarà completo finché i nostri fratelli e le nostre sorelle gay non saranno trattati come chiunque altro in base alla legge", ha dunque dichiarato Obama, tornando a parlare di diritti degli omosessuali (prima volta assoluta in un discorso di insediamento) e paragonando la repressione dei moti gay di Stoneywall nel 1969 alla segregazione dei neri, quindi si è rivolto alle minoranze promettendo un programma di accompagnamento alla cittadinanza per oltre 11 milioni di clandestini.

Barack Obama vince le elzioni USA 2012

E il "popolo" è stato il fil rouge di tutto il discorso del presidente, dai bambini "che devono sentirsi sicuri, coccolati e amati dalle strade di Detroit fino alle tranquille strade di Newtown" (con un chiaro riferimento alla strage della scuola elementare Sandy Hook), a tutte quelle persone per le quali l'approvazione dei programmi di previdenza sociale Medicare, Medicaid e Social Security è fondamentale per condurre una vita dignitosa. "Crediamo che la prosperità dell'America debba poggiare sulle spalle di una classe media in crescita. Questa generazione di americani è stata messa a dura prova da crisi che hanno rafforzato la nostra resistenza", ha infatti dichiarato Obama, facendo appello ancora una volta all'unità nazionale e al sentimento di uguaglianza che unisce "la nostra nazione" e si fonda non sul "colore della nostra pelle o l'origine dei nostri nomi", ma sul fatto che "tutti gli uomini sono creati uguali ed hanno diritti inalienabili".

Il presidente ha quindi rilanciato, affermando che "un decennio di guerra sta finendo, la ripresa economica è cominciata, le possibilità degli Stati Uniti sono senza limiti" e ribadendo che "pace e sicurezza durature non richiedono una guerra perpetua" e che "bisogna cercare di risolvere le differenze in modo pacifico". "Sosteniamo la pace dall'Asia all'Africa, dall'America al Medio Oriente, siamo tutti creati uguali", ha detto Obama.

In conclusione c'è stato tempo anche per un accenno al clima, un tema particolarmente caro al presidente, che però non è riuscito a sviluppare per la situazione di impasse al Congresso. Obama dunque ha affermato che benché alcuni provino a negare "il giudizio schiacciante della scienza", è innegabile che si stia assistendo a condizioni climatiche ed eventi sempre più aggressivi e pertanto l'America deve essere la promotrice della transizione a una nuova energia sostenibile, allo stesso tempo senza "cedere ad altre nazioni la tecnologia che alimenterà nuovi posti di lavoro e nuove industrie".

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