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Libia, Barack Obama non esclude l'intervento militare

La crisi libica preoccupa sempre di più la comunità internazionale ed ora anche gli Stati Uniti prendono in considerazione un intervento militare. Intanto, dopo i bombardamenti di ieri, l'aviazione di Tripoli ha oggi di nuovo bombardato il terminal petrolifero di Brega, la città della Libia orientale in preda agli scontri tra le milizie fedeli al colonnello Muammar Gheddafi e i rivoltosi.

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Se qualche giorno fa il presidente Usa Barack Obama, pur condannando le violenze e le repressioni, sembrava esprimere una maggior cautela nei confronti di un intervento militare nel paese Nordafricano (leggi la notizia), ora la Casa Bianca sembra aver assunto una posizione più dura.

Obama ha fatto sentire la sua voce e ha detto: 'Gheddafi se ne deve andare. Il messaggio è chiaro, la violenza deve cessare, sono disgustato, Gheddafi ha perso la sua legittimità e deve andarsene'. La Casa Bianca ha autorizzato l'uso dell'aeronautica militare per evacuare i profughi egiziani dalla Libia e ha deciso una serie di aiuti umanitari. Obama non ha escluso che in caso di necessità si possa ricorrere alle armi.

I video di Muammar Gheddafi e degli scontri in Libia

Nel frattempo oggi la Corte Penale internazionale ha aperto un'inchiesta per crimini contro l'umanità in Libia. Se dagli Stati Uniti Obama chiede a Gheddafi di lasciare il potere, nel Paese Nordafricano i ribelli rifiutano qualsiasi trattativa finché al potere c'è il rais.

 (foto © LaPresse)

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