Excite

Barbara Berlusconi: "Vogliono eliminare mio padre". E Silvio punta alla revisione del processo Mediaset

  • Getty Images

E' sempre stata la meno berlusconiana della famiglia, la figlia ribelle, quella dalle opinioni meno ortodosse e pronta sempre a dire la sua anche in maniera poco conciliante rispetto alla posizione del padre. Ma stavolta Barbara Berlusconi si è schierata senza riserve sulla vicenda giudiziaria, la sentenza di condanna definitiva nel processo Mediaset, che rischia di escludere per sempre il leader del Pdl dalla vita politica. Lo ha fatto con un'intervista al Messaggero, a margine della prima giornata del seminario Ambrosetti, a Cernobbio. E non ha mostrato alcun dubbio nel sostegno a suo padre in questo momento drammatico.

Berlusconi fa cadere il governo Letta prima del voto sulla decadenza? "Hanno già deciso di farmi fuori"

Secondo Barbara Berlusconi esiste un disegno preciso per eliminare suo padre dalla scena pubblica. La figlia del Cavaliere lo afferma con foza e risponde a quanti accusano Berlusconi di tenere in stallo il Paese a causa dei suoi problemi giudiziari: "C'è chi vuole cacciare mio padre dalla politica per fare i propri interessi. C'è la volontà di eliminare il leader di una coalizione. E' questa lobby, non mio padre, a bloccare l'Italia". Secondo la terzogenita del Cavaliere, consigliera d'amministrazione del Milan, esiste "un gruppo di potere, un sistema molto influente, con interessi molto forti e non solo economici", intenzionato a mettere fuorigioco suo padre. Un tipico discorso da falchi, per usare la metafora che ricorre nelle cronache politiche delle ultime settimane: "Abbiamo fatto tanto per uscire dal totalitarismo e adesso? Anche nelle dittature si cerca di distruggere l’avversario per via giudiziaria. Dicono che la legge è uguale per tutti ma non mi pare che Berlusconi sia trattato come gli altri".

Berlusconi, videomessaggio caduta governo Letta: il Cavaliere pronto a sferrare il colpo finale

Dichiarazioni che non lasciano spazio ad interpretazioni diverse: Barbara è convintamente schierata dalla parte del padre. Lei che in passato gli aveva dato più di un dispiacere rilasciando interviste in cui affrontava temi delicati andando contro l'opinione dominante in casa Berlusconi. Lei che aveva parlato della necessità di una legge sul conflitto d'interessi, come esiste in tutte le democrazie avanzate, lei che avrebbe ceduto le televisioni Mediaset al gruppo di Murdoch, lei che ha preso le difese della madre dopo la separazione e che ha parlato, talvolta in tono vagamente polemico, della spartizione dell'eredità di famiglia.

Marina Berlusconi: "Non farò politica: mai avuto questa intenzione"

Stavolta Barbara Berlusconi non solo va all'attacco sul tema della cosiddeta "agibilità politica" del Cavaliere, ma ci tiene a difendere il buon nome di tutta la famglia: "Dire che siamo amareggiati è dire poco. La storia di mio padre e della mia famiglia non è quella di un pugno di evasori fiscali. E' quella di un gruppo che dà lavoro a migliaia di persone. Mio padre l'ha creato con fatica. Non con comportamenti criminali". E sulla ventilata ipotesi che sua sorella Marina scenda in campo al posto del padre, Barbara Berlusconi precisa: "È una manager, lei è molto legata alle aziende e le aziende hanno molto bisogno di lei. Nelle riunioni di famiglia non mi pare si sia mai parlato di un suo progetto politico. E poi, vogliamo che facciano a mia sorella quello che hanno fatto a mio padre?"

Intanto Silvio Berlusconi continua a studiare le possibili vie d'uscita in vista del voto in Senato sulla sua decadenza: se ormai la data del 9 settembre, giorno in cui si riunirà la Giunta per le elezioni di Palazzo Madama per valutare e mettere ai voti il caso Berlusconi, l'unica chance per il Cavaliere è provare a guadagnare qualche mese dilatando i tempi del procedimento. In primis per preparare il ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo, così da chiedere alla giunta un rinvio in chiave garantista in attesa dell'esito del ricorso, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Ma sul tavolo degli avvocati Ghedini e Coppi ci sarebbe anche un'altra opzione.

L'ipotesi è quella di tentare una "revisione" del processo Mediaset, attraverso un ricorso alla corte d’Appello di Brescia, che potrebbe anche sospendere i lavori della giunta del Senato sulla decadenza. Il jolly nelle mani dei legali di Berlusconi sarebbe una nuova prova regina, in grado di far riaprire il processo: si tratta di documenti svizzeri su Frank Agrama mai acquisiti nel procedimento giudiziario a carico del Cavaliere, pubblicati da Il Giornale martedì 3 settembre. Le nuove carte, secondo il quotidiano della famiglia Berlusconi, dimostrerebbero che l'imprenditore non sarebbe stato "socio occulto" del leader Pdl nella compravendita fraudolenta dei diritti cinematografici e televisivi, come invece ha stabilito la sentenza Mediaset: Agrama avrebbe fatto solo da intermediario ufficiale ed esclusivo tra la Paramount e molte tv europee. Su questi documenti inediti dovrebbe basarsi la richiesta di ricorso del Cavaliere a Brescia. Ma se davvero esistono prove in grado di scagionare Berlusconi, perchè spuntano fuori solo a processo concluso?

politica.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017