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Barbareschi: "Sempre stato socialista. Molti hanno rinnegato"

L'attore-regista-manager- produttore e deputato del Popolo della Libertà, Luca Barbareschi, non ha peli sulla lingua e lo dimostra nel corso di un'intervista al Magazine del Corriere della Sera. Quando il giornalista chiede a Barbareschi, 51 anni, quale sia stato l’errore più grave nella sua carriera, lui risponde: "Parlare troppo".

Per il deputato Pdl, in lizza prima per il ministero dei Beni Culturali, poi per un sottosegretariato, poi ancora per un assessorato a Roma, sembra essere sfumata la possibilità di ricoprire una qualsiasi carica istituzionale, sebbene l'attore sottolinei: "Durante tutta la campagna elettorale, Alemanno mi ha presentato come il futuro assessore alla Cultura di Roma". Nel corso dell'intervista Barbareschi parla chiaro e quando il giornalista gli chiede se pensa di aver pagato le dichiarazioni poco allineate, non avendo alle spalle una militanza di partito, risponde: "Quando mi hanno candidato sapevano chi ero". L'attore è per le adozioni da parte delle coppie omosessuali e critica l'ipocrisia dei politici. "Questo - dice Barbareschi - è il governo con meno persone che rappresentano il cattolicesimo. I leader principali del Pdl, Fini e Berlusconi, sono separati e hanno figli da mogli diverse".

Dirigenza Rai, intercettazioni, stop del finanziamento pubblico al cinema, tutti temi toccati dal deputato Pdl che ricorda anche la Milano delle occupazioni. "Quelli del Movimento mi stavano un po’ sulle palle - afferma Barbareschi - ricordo alcune riunioni maoiste in una villa in Engadina. Roba senza senso. Comunque a 18 anni mio padre mi disse che se volevo fare l’università mi aiutava, se volevo fare l’attore mi dovevo arrangiare. Mi arrangiai". E a proposito della questione giovani l'attore dice: "A me non piace la retorica filo-giovani. Sono per recuperare tutte le intelligenze vive fino a 90 anni. Soprattutto quando poi i cosiddetti giovani sono rappresentati da persone come la deputata del Pd, Marianna Madia. Ad ascoltarla a Porta a porta qualche giorno fa, mi è venuto naturale difendere il veterano Ciriaco De Mita. Detto ciò, sì, i giovani si dovrebbero svegliare".

Barbareschi, un attore che secondo il critico cinematografico Morando Morandini ha sbagliato mestiere. "Morandini ha cominciato ad odiarmi all’inizio degli anni 90 - spiega l'attore - eravamo a Mosca, io producevo un film del russo Galin. Nella prima scena si diceva: 'Lenin è peggio del re dei Tartari'. I critici de sinistra, tra cui Morandini, si alzarono e se ne andarono. Diciamo che sono sempre stato socialista. Ma i radical chic non mi hanno mai adottato. Sarà che a differenza di altri mi sono dichiarato socialista fino all’ultimo giorno di vita di Bettino Craxi. Molti hanno rinnegato".

A proposito di attori Barbareschi elogia Elio Germano e Matteo Garrone, reputa sovraesposto Toni Servillo e definisce inesistente il Nanni Moretti attore. Nell'intervista l'attore-regista-manager-produttore-deputato racconta anche un drammatico episodio della sua infanzia che lo ha portato a creare una fondazione contro la pedofilia. "Sono stato violentato, da un prete - racconta Barbareschi - al di là dei danni ai singoli esseri umani, si deve capire che la pedofilia è un danno di macroeconomia: tanti bambini molestati, fanno una generazione che cresce con una struttura debole".

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