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Benedetto XVI denunciato per crimini contro l'umanità

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Papa Benedetto XVI è stato denunciato di crimini contro l'umanità per la copertura dei reati commessi da prelati contro i minori. L'iniziativa è di un gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili, la Snap (Survivors network of those abused by priests) e il Centro per i diritti costituzionali (Center for Costitutional Right) che ieri hanno depositato presso la Corte penale internazionale dell'Aja un ricorso in cui sono stati accusati il Papa e tre alti esponenti del Vaticano, ovvero il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone, il suo predecessore, il cardinale Angelo Sodano e il prefetto della Congregazione della dottrina della fede cardinale William Levada, di crimini contro l'umanità per la copertura dei reati commessi da prelati contro i minori.

La richiesta fatta alla Corte penale internazionale dell'Aja, diventata operativa il primo luglio del 2002 e chiamata a giudicare i presunti responsabili di crimini contro l'umanità e i genocidi, è chiara: 'incriminare il Papa' per la sua 'diretta e superiore responsabilità per i crimini contro l'umanità degli stupri e altre violenze sessuali commesse nel mondo'. I legali della Snap e del Centro per i diritti costituzionali hanno presentato all'Aja un dossier di 80 pagine ed hanno spiegato che il ricorso alla Corte internazionale dell'Aja si è reso necessario 'poiché le azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero'.

A quanto pare la denuncia riguarda, in particolare, cinque casi di abusi sessuali avvenuti in Congo e negli Stati Uniti e commessi da prelati provenienti dal Belgio, dall'India e dagli Usa. Nei prossimi giorni partirà un tour in Europa promosso dai responsabili della Snap durante il quale verranno illustrate le accuse mosse e verrà sostenuta la denuncia al Cpi, che si occupa di crimini di guerra e contro l'umanità.

Toccherà adesso al procuratore generale della Corte, Louis Moreno-Ocampo, dover decidere se accogliere o meno il ricorso. Dal Vaticano il primo a parlare è stato l'arcivescovo di Napoli e prefetto emerito di Propaganda Fide, Crescenzio Sepe. Il cardinale ha detto: 'Qui c'è, dobbiamo dirlo molto concretamente, il solito tentativo anti-cattolico che tende in qualche maniera ad offuscare un'immagine che, dal punto di vista umano, è quanto di più prestigioso abbiamo nella nostra società'.

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